La Cananea restaurata e il venetismo di Mattia Preti

A Palazzo Barberini sono visitabili due mostre di pittura e scultura del Seicento

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Cananea restaurata
Il dipinto di Mattia Preti restaurato (immagine dal sito di Palazzo Barberini)

Il modello del monumento funebre a papa Innocenzo XI e una tela ripulita di Mattia Preti a Palazzo Barberini a Roma. Fino al 4 luglio puoi visitare le esposizioni “Plasmare l’idea” e “La Cananea restaurata”.


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Quali sono gli interventi sulla Cananea restaurata?

La superficie pittorica del dipinto del 1646-47 era offuscata e presentava delle sovrapposizioni di vernice. Fori e lacerazioni rovinavano la tela e il supporto, ora rifoderati. L’operazione ha quindi fatto riemergere le tonalità originali e i dettagli degli abiti riprodotti con realismo. Si nota così l’influenza di Tintoretto e Veronese nell’opera di Mattia Preti.

Il percorso “Plasmare l’idea”

L’allestimento è incentrato sul modello per il monumento celebrativo di papa Innocenzo XI di Pierre-Étienne Monnot. Lo Stato italiano nel 2020 ha acquistato dalla famiglia Odescalchi l’opera databile al 1695-1697. La creazione pubblica si trova in Vaticano, mentre la miniatura è ricordata già nel 1733 nell’inventario dei beni del fautore. Poi è passata alle mani dei parenti del rappresentante della Chiesa. Si tratta di un’opera in legno dipinto e terracotta dorata che raffigura le doti del pontefice della casata. Un lavoro che, pur essendo soltanto una bozza, si caratterizza per la qualità e la finezza espositiva. In mostra ci sono anche la serie di apostoli di Andrea Sacchi e Carlo Maratti, talenti che hanno influenzato le scelte iconografiche dell’ideatore.

La Cananea di Mattia Preti in esposizione

Oltre alla tela oggetto di interventi, Palazzo Barberini presenta alcuni quadri dei fratelli Preti. Gli artisti del Seicento hanno lavorato insieme nel Seicento, ma poi Mattia ha intrapreso un percorso indipendente. L'”Allegoria dei cinque sensi” è frutto della collaborazione dei due pittori, mentre è solo di Gregorio le “Nozze di Cana”. L’esposizione mette in luce il talento dell’autore del dipinto restaurato e le differenze col congiunto. Nel 1642 il primo è diventato cavaliere dell’Ordine di Malta, ma nel 1652 ha dipinto col parente la controfacciata di San Carlo ai Catinari.