Dal 6 al 9 aprile l’ultimo weekend della stagione bianca vedrà la neoventenne campionessa paralimpica e mondiale di scherma Bebe Vio sciare sulle piste della “regina delle Dolomiti” Cortina d’Ampezzo, comune italiano in provincia di Belluno, insieme ai ragazzi della sua associazione “ART4SPORT”.

Saranno tre giorni molto intensi di attività e appuntamenti che non avranno come protagonista solamente lo sci, ma anche il curling, il paddle tennis, lo slittino e l’hockey grazie alla collaborazione, oltre alla Scuola Sci Cortina, anche di altre realtà locali.

Tra gli appuntamenti aperti al pubblico di questa grande festa di fine stagione ci sarà la serata “Benvenuta Bebe” al rifugio Faloria venerdì 7, l’incontro allo Stadio del Ghiaccio in cui la giovane sarà intervistata dal direttore di Sky Sport Giovanni Bruno, insieme al presidente FISI Flavio Roda e Oscar Di Montigny, autore de “Il tempo dei nuovi eroi”, in occasione della Festa dello Sport sabato 8 e il Trofeo Bebe Vio domenica 9 mattina.

“È bellissimo vedere come tutti a Cortina, a partire dal Presidente della Scuola Sci Cortina Giovanni Alverà, si stiano dando da fare per regalarci quest’esperienza. Che sono sicura, sarà per noi fantastica ed emozionante. Un’occasione per divertirci in totale sicurezza e scoprire degli sport che, anche se non sembra, sono praticabili anche da chi ha delle amputazioni”, ha detto Bebe.

Beatrice Maria Vio, Bebe Vio, nata a Venezia il 4 marzo 1997, fu colpita all’età di 11 anni, nel 2008, da una meningite fulminante che le causò un’estesa infezione, con necrosi ad avambracci e gambe di cui si rese necessaria l’amputazione. La ragazza magica, titolo della canzone che le ha dedicato Jovanotti, non si è mai arresa e ha dimostrato con la sua storia, grazie a tanta forza e altrettanta determinazione, che gli ostacoli fisici si possono abbattere e ora è la campionessa paralimpica e mondiale in carica di fioretto individuale.

Nel 2009 la sua famiglia ha fondato “ART4SPORT”, onlus che crede nello sport come terapia per il recupero fisico e psicologico dei bambini e dei ragazzi portatori di protesi di arto, aiutando loro ad integrarsi nella società proprio attraverso lo sport.

 

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