La Calabria chiede lo stato di emergenza: nuove vittime

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La Calabria chiede stato di emergenza: nuove vittime degli incendi in Calabria. Quattro persone sono state portate al pronto soccorso dell’ospedale di Reggio Calabria in seguito alle ustioni causate da un rogo scoppiato a vinco, frazione pedemontana del reggino

Si aggrava il triste bilancio delle vittime degli incendi in Calabria. Dopo le due della scorso settimana, a Grotteria, nel reggino, hanno perso la vita due settantenni. La giunta regionale ha deliberato la proposta avanzata dal presidente Nino Spirlì di chiedere al governo di dichiarare lo stato di emergenza. Interrotta la strada per il santuario della Madonna di Polsi nel comune di San Luca. Quattro persone sono state portate in ospedale a cause delle ustioni per un incendio scoppiato a Vinco. In Sicilia, a Paternò (Catania) è morto un giovane uomo di 30 anni mentre, probabilmente, cercava di spegnere un fuoco, travolto dal trattore che stava guidando.

Le vittime

Le ulteriori vittime degli incendi che da giorni inceneriscono la Calabria erano Mario Zavaglia, 76 anni, morto nella sua casa rurale, dove si era riparato, per via delle delle fiamme che ne avrebbero hanno causato il crollo, e Nicola Fortugno, 79 anni. Zavaglia pensionato, era tornato recentemente in Calabria con alcuni componenti della sua famiglia da Milano, dove si era trasferito in precedenza, e si recava ad accudire il proprio orto in contrada Scaletta. A ritrovare il corpo è stato uno dei figli di Zavaglia, che lo è andato a cercare poiché il genitore non rincasava né rispondeva al cellulare.

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Fortugno non ce l’ha fatta per via delle ustioni causate dalle fiamme del rogo a Cardeto, dove si era recato avendo lì una tenuta. Una vittima anche in Sicilia, nella giornata di oggi. Sarebbe stato schiacciato dal mezzo con cui stava trasportando un contenitore d’acqua per sedare un rogo, quando il trattore su cui era a bordo si sarebbe capovolto a una curva, travolgendo l’agricoltore 30nne che ne era alla guida. E’ successo a Paternò, nel catanese.

Il santuario isolato

Il vasto fronte del fuoco nella provincia di Reggio Calabria interessa i territori di Mammola, Gioiosa Jonica, Grotteria, Sambatello di Reggio e San Luca. Qui si è stati costretti a chiudere la strada principale a cause delle fiamme, bloccando in questo la via al santuario di Polsi. L’interruzione ha obbligato i fedeli in pellegrinaggio a tornare indietro e il rettore don Tonino Saraco ha riferito ad Ansa che “la strada principale è bloccata dalle fiamme, si accede solo da due vie secondarie delle quali una è una mulattiera”.

Politica e istituzioni

La giunta della Regione Calabria ha deliberato la proposta del governatore Spirlì di chiedere al governo la dichiarazione dello stato di emergenza “in relazione agli eventi calamitosi derivanti dalla diffusione di incendi boschivi che stanno interessando il territorio della Calabria”.

“È necessario che il governo Draghi dichiari al più presto lo stato di emergenza per la Calabria, così come chiesto dalla candidata alla presidenza della Regione, Amalia Bruni; servono interventi eccezionali e risorse aggiuntive per la Protezione civile”, ha dichiarato l’esponente del Partito democratico Francesco Boccia.

“La Calabria brucia, meravigliose parti di territorio sono ridotte in cenere, tanti borghi sono minacciati dal fuoco, la popolazione è a rischio e purtroppo sale il numero delle vittime Gli incendi in Calabria devono essere una priorità nazionale“, ha detto la deputata di Fratelli d’Italia Wanda Ferro.