LA CACCIA ALLE STREGHE, UN CAPITOLO OSCURO DELLA STORIA

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LA CACCIA ALLE STREGHE

IL 5 DICEMBRE 1484 PAPA INNOCENZO VIII PROMULGÓ LA BOLLA “SUMMIS DESIDERANTES AFFECTIBUS” CHE ORDINAVA DI INQUISIRE PER TORTURARE E GIUSTIZIARE LE STREGHE

Voltaire disse: «le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle». L’esistenza delle streghe, di malie, incantesimi, malocchi e profezie fu mera fantasia eppure tante sono state le streghe bruciate e arse dalle fiamme. Già a partire dalla fine del duecento, il fenomeno della caccia alle streghe fu una pratica “legale”, abituale e diffusa. Il genere femminile fu l’oggetto preferito di tutti gli inquisitori; le streghe venivano designate come delle oscure presenze che agivano per conto del demonio, quindi pericolose. L’obiettivo del tribunale inquisitorio dell’epoca fu quello di stanare questi esseri della magia nera ed ucciderli.

L’instaurazione dell’inquisizione contro le streghe e contro gli eretici avvenne con una serie di decreti papali. Innocenzo IV autorizzò, nel 1252, l’uso della tortura per estorcere confessioni di stregoneria da parte delle donne sospettate, mentre Alessandro IV legittimò le più terribili tra le sevizie a scapito delle sventurate donne. Tra il trecento e il quattrocento iniziò a circolare il Malleus Maleficorum, un vero e proprio manuale dedicato alla stregoneria: la fortuna del testo fu enorme, scatenando processi in tutta Europa.

L’evento più tragico, quello che decise per la morte di tantissime donne accusate di stregoneria, avvenne il 5 dicembre 1484: Papa Innocenzo VIII emanò la bolla Summis desiderantes affectibus con cui venne messa al bando la stregoneria. Il documento denunciò con estrema durezza maghi, guaritori e streghe; quel foglio papale motivò tutti gli inquisitori a perseguire ed uccidere ogni eretico. La bolla di Innocenzo VIII recitava così: «Desiderando noi […] che la fede cattolica […] cresca e fiorisca al massimo grado possibile, e che tutte le eresie e le depravazioni siano allontanate dai paesi dei fedeli, questo decretiamo […]. È recentemente giunto alle nostre orecchie […] che in alcune regioni dell’alta Germania, come […] Magonza, Colonia, Treviri, Salisburgo, e Brema, molte persone di entrambi i sessi, […] rinnegando la fede cattolica […], si sono abbandonate a demoni maschi e femmine, e che, a causa dei loro incantesimi, lusinghe, sortilegi, e altre pratiche abominevoli […] hanno causato la rovina propria, della loro prole, degli animali, e dei prodotti della terra […] così come di uomini e donne, delle greggi e delle mandrie, delle vigne e dei frutteti […] che essi hanno tormentato e torturato, infliggendo orribili dolori e angosce, sia spirituali che materiali, a uomini, mandrie, greggi, e animali, impedendo agli uomini di procreare e alle donne di concepire, e facendo in modo che nessun matrimonio potesse essere consumato; che, per di più, la fede stessa, che essi accolsero con il sacro battesimo, con bocca sacrilega rifiutano […] e si macchiano di molti altri abominevoli crimini e peccati […] dando uno scandaloso e pernicioso esempio alle popolazioni».

Migliaia di donne furono violentate, torturate e bruciate dalle fiamme di roghi incandescenti. Gli inquisitori, ardendo i corpi delle donne, volevano eliminare il principio femminile, volevano stroncare il ruolo naturale di guide da esse esercitato nella comunità. Quelle donne minacciavano il potere dell’autorità dell’uomo, lo minacciavano perchè esse incarnavano la sovranità della conservazione, della protezione, dell’aiuto reciproco.

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