La “buona scuola” di Renzi si becca un pessimo voto in ortografia. In particolare gli autori del testo di riforma sembrano essere debolucci nel campo della divisione sillabica: costituzi-oni, piani di assunzi-oni, collegi amminis-trativi e utilizzi traspar-enti paiono creare più di qualche difficoltà. Ad accorgersene è stato il Corriere della Sera, che come un vecchio maestro bacchetta sul proprio sito il Governo. Una gallery illustra accuratamente tutti gli orrori di ortografia contenuti nel testo, con tanto di correzioni e cerchi a penna rossa come a scuola. Ma sarebbe bastato un qualsiasi alunno delle elementari per notare quelle che speriamo essere solo delle sviste.

Potrebbe trattarsi di una impropria correzione automatica eseguita dai sistemi editoriali, spesso ignari delle regole che seguono consonanti sdrucciole e sillabe aperte. Certo è che nessun occhio umano (e attento) ha riletto la pagina dei Dodici punti prima di pubblicarla. Va detto che Palazzo Chigi ha fatto tempestivamente le dovute correzioni: nel giro di poche ore tutti i trattini per l’”a capo” avevano ritrovato la loro sacrosanta posizione. Ma, fossimo a scuola, il quotidiano di via Solferino avrebbe certamente rimandato a settembre il Governo. Non resta che aspettare il commento dell’Accademia della Crusca.

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