La borsa misteriosa

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Buongiorno e benvenuti.

E’ possibile che le civiltà antiche di diverse parti del mondo fossero collegate fra di loro in un passato remoto?

Esistono numerose scoperte che ci fanno sorgere delle domande e ci fanno mettere in dubbio tutto il nostro passato. Non risaltano solo le piramidi che misteriosamente si trovano distribuite in tutto il mondo e che furono costruite con la stesse tecnologia, ma ci sono anche altre prove che ci fanno pensare alle grandi similitudini esistenti fra le civiltà che abitarono la terra migliaia di anni fa. Nell’antica Sumeria possiamo osservare che in alcune incisioni si rappresentavano gli dei con una strana borsa in una mano.

Questa borsa appare in un gran numero di incisioni in pietra e statue databili fino a 12.000 anni fa. Sembra un oggetto molto importante, giacché lo troviamo in diverse rappresentazioni.

Ma a cosa serviva e perché lo portavano solo gli dei?

Questo strano strumento non appare soltanto nelle incisioni sumere, ma anche in molte altre civiltà antiche.

Nella civiltà Olmeca, situata in centro America, sono state realizzate delle incisioni simili. In La Venta, Messico, troviamo una stele di pietra che rappresenta il dio Quetzalcoatl che casualmente sostiene in mano la stessa borsa che vediamo nelle vecchie rappresentazioni sumeriche.

Anche nel Codice Borbonico, che è uno dei cosiddetti codici messicani precolombiani, troviamo rappresentato questo dio con una borsa.

TULA, dei della piramide

Potremmo pensare che sia una coincidenza, però se andiamo a Tula, un’ importante città dell’impero Tolteco situata in Messico, troveremo quattro enormi statue situate sopra una piramide

Se osserviamo con attenzione, possiamo vedere ancora una volta la misteriosa borsa che portano tutti gli dei.

Risalta questa figura trovata a Vera Cruz che rappresenta un uomo alato con la stessa borsa. Questo pezzo mostra un’ incredibile similitudine con gli dei alati di Sumeria. Anche all’ interno della cultura Maya troviamo questo tipo di borse.

Questa figura che abbiamo trovato in Colombia, ci riporta alla rappresentazione di esseri rettiloidi che possiamo trovare in diverse culture di tutto il mondo e, come vediamo, sorregge un cestino o una borsa.

Se ci spostiamo in Turchia, troviamo gli stessi oggetti, in particolare in Gobleki Tepe, che è un antico santuario costruito 11.000 anni fa.

Tutto questo complesso fu deliberatamente sepolto misteriosamente circa 8.000 anni prima di Cristo e in questo posto enigmatico troviamo nuovamente queste strane borse. Sull’isola di Zumba, in Indonesia, possiamo trovare questo stesso cestino rappresentato in diverse incisioni come questa.

Tutto ci porta a pensare che in qualche modo queste civilità sono state in contatto fra di loro ed è possibile che sia un’altra prova in più che dimostra che tutte le diverse culture del mondo adorassero gli stessi dei ma con nomi diversi. Ma che utilità aveva questa borsa?

Forse si trattava di qualche tipo di strumento così avanzato che la scienza attuale non può capire? Se andiamo in Sumeria, possiamo trovare qualche indizio che potrebbe fare un po di luce su questo enigma.

Come vediamo nell’immagine, questi dei sostengono la strana borsa con la mano sinistra e nell’altra una sorta di pigna o ananas che sembra indicare un portale dimensionale. Questo lo possiamo trovare in molte rappresentazioni sumere che utilizzano lo stesso modello. Forse potrebbe essere una sorta di dispositivo che permetteva di aprire portali dimensionali grazie ai quali questi dei potevano muoversi liberamente.

E’ possibile che la risposta la troviamo nel libro Cronaca di AKAKOR, di Karl Brugger, in cui vengono raccolte le storie del popolo Ugha Mongulala, che si trova in Amazzonia. Dicono che nell’anno 7.315, che corrisponde a 3.166 prima di Cristo, i maestri antichi delle tribù nascoste tornarono ad Akakor e presero il potere. A volte Lassa si allontanava con un disco volante per andare a visitare il fratello Samon. Volava verso il potente impero dell’ Est portando con se uno strano bagaglio col quale poteva attraversa le montagne e l’acqua. E’ possibile che lo strumento che oggi noi mettiamo in relazione con delle borse fosse quel contenitore? E’ logico pensare che cercassero una similitudine con un oggetto già conosciuto e se è così, questo misterioso contenitore o borsa aveva la proprietà di aprire portali attraverso i quali gli dei passavano attraversando mari e montagne?

Ogni volta ci sono più evidenze del fatto che migliaia di anni fa i popoli di tutto il mondo erano collegati attraverso questi dei. Non possiamo negare che queste borse o contenitori o come vogliamo chiamarli, in realtà sembrano dei dispositivi sconosciuti che utilizzavano in tutto il mondo e che attarverso queste cose ostentavano potere.

Una volta ancora, l’archeologia ci fa dubitare della storia ufficiale del nostro passato e chissà, forse potrebbe essere che oggi questi presunti dei continuino a visitarci attraverso questi portali.

Terminiamo qui.

Un saluto a tutti e… grazie per averci visitato.