La BMW tra guai e ottimismo: parla l’AD Zipse

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L’Amministratore Delegato della BMW, Oliver Zipse, ha parlato dei problemi che sta passando l’azienda. Ma si dice anche ottimista verso il futuro.

Come affronta i problemi la BMW?

La BMW non nega le difficoltà, legate principalmente alla guerra in Ucraina e alla carenza dei componenti. Il suo Amministratore Delegato ne ha parlato durante la presentazione dei risultati del primo trimestre del 2022, con un cauto ottimismo.


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La crisi dei semiconduttori

“Un problema che l’industria ha affrontato in tutto il mondo nell’ultimo anno è la carenza di semiconduttori. Non prevediamo di vedere un miglioramento almeno fino alla seconda metà di quest’anno e continueremo a fare i conti con una carenza di fondo per tutto il 2023” ha dichiarato Oliver Zipse. Ma l’azienda non vede tutto nero.

Ordini esauriti

“Mai prima d’ora nella storia della nostra azienda i nostri preordini erano stati così alti. I mercati segnalano che questa forte domanda continuerà. I nostri ordini sono esauriti da diversi mesi, soprattutto per i nostri veicoli completamente elettrici e in particolare per i modelli BMW i4 e BMW iX” ha aggiunto Zipse. Oltre a questo, premettendo che BMW è un’azienda globale, copre diverse situazioni di mercato in base al posizionamento geografico. In questo contesto si evidenzia che l’Europa e l’Asia abbiano fatto un passo indietro: al contrario, l’America offre ancora un ottimo potenziale.

Un quadro decisamente vario

“Il quadro attuale non potrebbe essere più vario. Qualche settimana fa ho visitato gli Stati Uniti. Abbiamo presentato i nostri prodotti per i prossimi due anni a oltre mille rivenditori provenienti da tutto il Paese. Sono rimasti molto colpiti e si sono impegnati a investire miliardi nel futuro con noi. L’atmosfera era positiva e piena di ottimismo. Ciò si riflette anche nei dati di vendita dei primi tre mesi dell’anno” ha proseguito l’AD. Le cose cambiano se si parla dell’Europa.

Un’Europa offuscata

Zipse ha affermato che “L’Europa è offuscata dall’impatto della crisi ucraina. Le forniture di energia in tutto il continente sono state messe a repentaglio dalla guerra e dalle conseguenti tensioni con la Russia”. Inoltre, “le previsioni economiche sono costantemente riviste al ribasso. La guerra in Ucraina ha anche un impatto significativo sull’industria dei fornitori automobilistici locali, e sta portando ad un fermo della produzione nei nostri stabilimenti europei. Abbiamo lavorato con i nostri partner e sfruttato la nostra capacità di rispondere rapidamente e colmare le carenze di componenti. Contiamo ancora sulle forniture dall’Ucraina: vogliamo dare ai dipendenti dei nostri partner locali una prospettiva per il futuro”.

Proseguire con lo spirito giusto

Per quanto riguarda la Cina, occorre un discorso a parte. Città intere, porti e stabilimenti sono ancora in lockdown a causa del Covid, non ancora sconfitto: per un certo tempo anche gli impianti BMW di Dadong e Tiexi hanno subito uno stop, già superato. “I colli di bottiglia nella fornitura di componenti e le misure per fermare la diffusione del Covid in Cina sono i motivi per cui non siamo stati pienamente in grado di soddisfare la forte domanda di veicoli BMW, Mini e Rolls Royce” ha spiegato Zipse. “Questa è la nuova normalità. Ma potete essere certi che in futuro continueremo a gestire il gruppo BMW con lo spirito giusto”.