La bipolarità è un comportamento legato all’aggressività?

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Disturbo bipolare

Il mito mediante il quale si considerava il disturbo bipolare strettamente legato alla violenza, adesso non ha più ragion d’essere. Infatti, un nuovo studio attuato dall’Ospedale San Raffaele ha studiato a fondo i soggetti affetti da tale patologia, giungendo a delle conclusioni precise.

Il falso mito del disturbo bipolare?

La psicosi maniaco-depressiva come veniva chiamata un tempo, è una condizione psichiatrica caratterizzata da un’alternativa fra due condizioni opposte: la mani e la depressione. Quest’ultima severamente legata a nevrosi e disturbi del pensiero. Lo sviluppo di tale patologia si traduce con disturbi dell’umore, del comportamento e della motricità. Nella maggior parte dei casi si è creduto che gli attacchi violenti, di irascibilità e di aggressività fossero uno stato patologico del disturbo. Pare invece che questo non sia assolutamente focalizzato all’interno della patologia stessa, ma insorga nelle forme di progressione molto acute. È dimostrato quindi, in quasi tutta la totalità dei casi, che tale smania di violenza sia concentrata in persone che assumano regolarmente alcol e droga. L’alterazione della percezione della realtà già schematica nella malattia, con l’effetto drogante, produce un mix altamente letale nel paziente per ciò che concerne l’aggressività.


William James e la psicologia sperimentale


Le analisi della ricerca scientifica

Due donne a capo del lavoro svolto: le psichiatre Raffaella Zanardi e Cristina Colombo. Le esperte assieme al team di ricerca, hanno analizzato il comportamento di circa 150 pazienti, studiando sia la malattia nella forma di grave intensità, che la stessa nel periodo di benessere. Il focus ha riguardato l’aggressività verbale, verso persone ed oggetti e l’irritabilità. In generale è necessario dire che solamente l’1,32% ha mostrato aggressività verso persone. Tutti gli altri si sono concentrati verso una violenza verbale e la stessa sugli oggetti. Quindi i dati emersi, non sono risultati molto differenti da quelli precedentemente raccolti sugli studi attuati a proposito di tale disturbo patologico.