La biodiversità nel mondo – World Wildlife Day

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Il 3 marzo 2021, si festeggia la biodiversità nel mondo, ricorrenza odierna delle Nazioni Unite. Di fatto, una celebrazione che concentra l’attenzione sugli ecosistemi naturali, con le differenze di esseri viventi animali e vegetali, sul pianeta. Inoltre, la proclamazione dell’Evento avviene per la prima volta il 20 dicembre 2013, per decisione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Mentre il 3 marzo 1973, la Convenzione sul commercio mondiale, per le specie selvatiche di flora e fauna in pericolo di estinzione, firma l’Istituzione sulla salvaguardia della Natura Selvatica ad Washington.

La biodiversità cosa rappresenta? Cos’è?

– prima parte –

Tra i progetti di salvaguardia degli ecosistemi naturali, l’importanza della protezione ambientale. Di fatto, gli argomenti in rilievo per la ricorrenza odierna, comprendono la lotta all’estinzione di animali e piante, con la preservazione delle specie selvatiche. Tuttavia, alcuni tra gli obiettivi in questione, rimangono distanti dalle ambizioni di salvaguardia ambientale.

A ragion per cui, la distruzione delle foreste dall’anno Duemila prosegue, con i danni irreversibili delle aree incontaminate, da parte dell’uomo. Anche dagli studi del WWF, giungono dati allarmanti sulle condizioni delle foreste negli ultimi cinquant’anni, con la rottura degli equilibri biologici.

I disboscamenti dell’uomo provocano trasformazioni violente, sull’habitat di molte creature, con la conseguenza di origini batteriche e virali nuove. A tal proposito, le ricerche scientifiche dimostrano una proliferazione di nuove forme batteriche in più aree del pianeta. Attraverso, la coesistenza di differenti tipologie e specie di esseri viventi animali e vegetali, nasce un legame di equilibrio reciproco.

La biodiversità – seconda parte –

Inoltre, il termine biodiversità in ambito ecologico intende le differenti forme di vita, ovvero organismi viventi nella molteplicità e varietà dei propri ecosistemi. Nel 2019, dai dati sugli studi della FAO sulle biodiversità a livello mondiale, risulta la diminuzione di quasi quattromila specie di flora e fauna.

A fronte di ciò segue un calo repentino anche del cibo selvatico, problema che aumenta riguardo alle specie alimentari selvatiche. Di fatto, la carenza di cibo selvaggio compare presso i Paesi dell’America Latina, Caraibi, Asia, Africa, Pacifico. A tal riguardo, gli scienziati attribuiscono la causa al risultato di piante selvatiche più conosciute ed oggetti di studi nei relativi luoghi.

Mentre specie animali come uccelli, pipistrelli ed insetti diventano animali a rischio biodiversità, poiché in associazione con essa. La spiegazione deriva dal fatto che le medesime specie animali, mantengono un equilibrio del sistema ecologico, sul controllo di parassiti e malattie. Inoltre, gli ecosistemi naturali e basilari per l’ambito agricolo ed alimentare, accolgono diverse tipologie di specie viventi, in diminuzione.

Oggi: l’ottava ricorrenza del 3 marzo

Di fatto, per l’ottava volta oggi, la celebrazione della Natura Selvatica. La tematica riguardante le biodiversità di quest’anno è Foreste e mezzi di sussistenza: sostegno delle persone e del pianeta. Nell’ultimo mezzo secolo, le azioni disastrose di deforestazioni dell’uomo, riportano gravi conseguenze ambientali.

Oltre, ai referti scientifici del WWF, anche i reports del Joint Research Centre della Commissione Europea World Atlas Of Desertification dichiara una situazione critica. A fronte di ciò, l’Istituto afferma la rottura degli equilibri ecologici del pianeta, di conseguenza alla deforestazione.

Un esempio, di danni alla biodiversità, emerge in Amazzonia nel 2019, con il tasso del 30% di diminuzione delle foreste, per mano dell’uomo. Negli ultimi anni nascono dei progetti importanti, di cui: l’Accordo di Parigi sul clima, la Convenzione sulle differenze biologiche ed i progetti di sviluppo sostenibili dell’ONU.

Di fatto, anche l’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur (Free Trade Agreement – FTA), nel 2019 determina dei cambiamenti tra gli Stati. In Italia, il Governo Draghi istituisce con il decreto legislativo Ministeri (26 febbraio 2021), il Ministero della transizione ecologica (MITE) ed il Comitato per la transizione ecologica (CITE).

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