La bava di lumaca come rivestimento per conservare gli alimenti: la scoperta di 3 liceali di Gallipoli

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L’invenzione è di tre liceali di Gallipoli (Alessandro Bruno, Roberto Leone e Gabriele Mariello della quarta B e prima E del liceo scientifico Quinto Ennio di Gallipoli, coordinati dalla professoressa Rosanna Congedo), che dal 12 al 17 Giugno presenteranno il progetto “A passo di lumaca sul biorivestimento edibile” al Genius Olympiad di Oswego negli Stati Uniti.

La bava di lumaca ha molteplici proprietà: rigenera la pelle, è mucolitica, antispasmodica, ha virtù espettoranti e fluidificanti e anche un’azione antibiotica naturale. È ricca di componenti naturali come vitamina A, C, E, acido glicolico, collagene, allantoina ed elastina, zuccheri, almeno 17 aminoacidi. Presenta anche un’anomala resistenza a potenti inquinanti, come i metalli pesanti e gli idrocarburi policiclici aromatici, tale da costituire un metodo di sorveglianza dell’inquinamento. Le stesse lumache sono un alimento utilizzato fin dai tempi antichi, soprattutto nel Sud Italia.

Il team salentino ha studiato a lungo le caratteristiche di questi piccoli animali. La professoressa Congedo ha affermato: “La sostanza lattiginosa prodotta da quelle che in dialetto salentino si chiamano ‘moniceddhe’ contiene un antibatterico naturale. Prima di utilizzarla è stata sottoposta a test microbiologici, del ph, dei metalli pesanti, della concentrazione proteica e dell’individuazione della capacità inibente.”

Grazie a queste analisi è stato possibile utilizzare la bava di lumaca, a cui è stata aggiunta una soluzione contenente oli essenziali e gel di aloe vera, per creare un biorivestimento edibile, incolore e insapore, utilizzabile per avvolgere e preservare gli alimenti al posto dei conservanti sintetici.

È stato effettuato, quindi, un esperimento della durata di una settimana, paragonando campioni di ananas e broccoli ricoperti dal biorivestimento e non. È stato verificato che tale sostanza migliora la conservazione di verdure e prodotti ortofrutticoli freschi, che dopo una settimana risultavano meno ingialliti rispetto a quelli nono rivestiti.

All’Istituto Internazionale di Elicicoltura hanno apprezzato moltissimo l’idea, guardando soprattutto a quelle che potranno essere le prospettive future.

«Il biorivestimento edibile potrebbe essere migliorato addizionando aromi naturali a seconda dell’alimento (frutta, carne, pesce ecc.) e all’occorrenza vi si potranno inglobare anche vitamine, probiotici e nutraceutici – hanno aggiunto i tre giovani ricercatori.

Il progetto è stato inoltre selezionato tra i finalisti del concorso europeo “I giovani e le scienze” e già presentato alla mostra Fast (Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche), prestigiosa esposizione scientifica a Milano inserita nel programma del Miur per la valorizzazione delle eccellenze.

 

 

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