La Battaglia di Waterloo. Accadeva il 18 Giugno del 1815

La Battaglia di Waterloo e il tramonto dell'era Napoleonica

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La Battaglia di Waterloo

La Battaglia di Waterloo fu l’evento storico che segnò la fine dell’Imperatore Bonaparte

La Campagna di Russia, nel 1812, giocò a sfavore di Napoleone; l’esercito dell’Imperatore fu poi sconfitto nel 1813 a Lipsia dagli eserciti della Russia, Austria, Prussia e Svezia. Il Senato francese conscio della gravità geopolitica dichiarò decaduto Napoleone il quale si ritirò nell’Isola d’Elba e nel Congresso delle potenze europee iniziarono i lavori per i nuovi assetti geopolitici dell’Europa postnapoleonica.

L’Imperatore Napoleone non potè lasciare la scena politica europea in modo così sommesso: il 1 marzo 1815 fuggì dall’Elba con l’ambizioso intento di governare nuovamente l’intero continente europeo. Iniziarono così i “100 giorni” di Napoleone, chiamati in questo modo proprio per evidenziare la brevità dell’ultimo periodo storico dell’Imperatore. In questo lasso di tempo Napoleone desiderò ricostruire dalle macerie il suo Impero.

Napoleone fece subito diramare proclami nei quali annunciò di essere intenzionato solo a mantenere il suo potere in Francia ma subito si ricostituì una nuova coalizione cui aderirono Austria, Prussia, Russia e Gran Bretagna, seriamente determinate a non lasciare alcuno spazio al suo tentativo. La resa dei conti si consumò dopo poco: il 18 Giugno 1815 a Waterloo.

La battaglia fu combattuta tra le forze francesi e l’esercito della “VII coalizione” (Inghilterra, Austria, Prussia e Russia). Quest’ultimo fu condotto dal comandante inglese Wellington e dal comandante prussiano Blucher. L’Imperatore francese attaccò per primo le truppe avversarie a Charleroi; fu una mossa inaspettata per i comandanti delle truppe nemiche di Napoleone perchè avevano schierato gli uomini in una zona compresa tra Liegi e Gand. Napoleone con l’attacco a Charleroi sbaragliò parte dell’esercito avversario.

Dopo queste prime mosse si aprirono due fronti: le truppe guidate da Napoleone contro l’esercito prussiano a Ligny e le truppe guidate dal maresciallo francese Ney contro Wellington. La prima parte del conflitto sembrò evidenziare una forza tutta francese ma le dinamiche iniziarono a mutare. I francesi attaccarono il castello Hougomont ma furono respinti dalla tenace resistenza britannica, inoltre il fianco detsro francese, disposto in direzione di Chapelle Saint Lambert, fu minacciato da un possibile attacco prussiano. L’imperatore, stretto in una morsa, anzichè raggruppare le proprie truppe per una nuova battaglia decise di continuare il conflitto con l’esercito frammentato. I francesi iniziarono un cannoneggiamento contro le posizioni avversarie e giunsero a La Haye Sante.

L’esercito prussiano attaccò l’esercito francese a Plancenoit e ostacolò l’Imperatore. Un altro fallimento si registrò a Mont Saint Jean ove Wellington mise in ginocchio lo schieramento francese. Repentinamente l’esercito francese, allo sbando e poco organizzato, capitolò. Napoleone, come ultima mossa, si ricongiunse con i rimasugli del I reparto della Guardia sotto l’assalto del nemico. I prussiani non lasciarono scampo ai nemici e con crudeltà massacrarono soldati e prigionieri. Wellington e Von Blucher decisero di intitolare la vittoria alla cittadina di Waterloo, quartier generale dei britannici.

Napoleone Bonaparte fu condannato dagli inglesi a essere deportato nell’isola di Sant’Elena, in pieno Atlantico e lontanissimo dalla sua Francia.

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