Le guerre puniche furono gli scontri decisivi che videro contrapporsi la civiltà romana contro quella cartaginese. Particolarmente importante tra tutte le battaglie che si svolsero in questo periodo fu la battaglia di Canne, durante la seconda guerra punica, tra il 218 e il 202 a.C.

La battaglia di Canne iniziò il 2 agosto del 216 a.C. e venne combattuta nell’attuale Puglia. Ma perché questa fu così importante? Stiamo parlando della più grande sconfitta subita dall’Impero Romano. Annibale, il comandante dell’esercito cartaginese, guidò l’attacco contro un esercito numericamente molto più numeroso del suo e riuscì a sbaragliarlo grazie alla sua tecnica militare.

Le truppe romane raggiungevano le 86.000 unità, organizzate in modo da schierare la loro fanteria pesante in maniera serrata.

Quale fu la controffensiva di Annibale?

La tecnica utilizzata fu la così detta Manovra a tenaglia. La manovra consiste principalmente nell’accerchiamento dell’ avversario in modo che questo non abbia più alcuna possibilità di movimento, azione o fuga. Mentre una parte dell’esercito combatte frontalmente contro i nemici, altre due parti attaccano ai due lati della formazione.

Il risultato fu, oltre alla sconfitta dei romani, che diverse città alleate con Roma si schierarono con Cartagine.

Sicuramente la strategia fu decisiva e importante ma non sottovalutiamo l’importanza di un grande stratega e combattente: Annibale. Prima della battaglia di Canne egli vantava altre tre importanti vittorie contro il popolo romano: la battaglia del Ticino nel 218 a.C., la battaglia della Trebbia nel medesimo anno e la battaglia del lago Trasimeno nel 217 a.C.

Annibale, busto

Nonostante queste numerose vittorie l’ultimo attacco romano a Cartagine costrinse il condottiero a ritirarsi nuovamente in Africa nel 203 a.C., solo un anno dopo Annibale subì la sua definitiva sconfitta nella battaglia di Zama. La sua vita in seguito a questa definitiva disfatta fu fatta di esili forzati in Siria e in Bitinia, finché, pur di non essere consegnato ai romani, decise di suicidarsi nel 183 a.C.

La battaglia di Canne segnò un duro colpo per i romani: il pericolo rappresentato da un’altra potenza che poteva imporre la sua egemonia nel mondo. Annibale fu un nemico temuto, inseguito, per molto tempo terrore imbattuto.

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