Ad oggi non esiste una legge che regoli a livello nazionale l’accesso degli animali sul demanio marittimo. In mancanza di espresso divieto comunale e o della locale capitaneria per i nostri quattrozampe vale la regola generale dei luoghi pubblici: guinzaglio e o museruola ove prescritto.

Nonostante ciò il vuoto legislativo lasciato da questa situazione dà adito a molte fraintendimenti ecco perchè il mio consiglio è di fare riferimento sempre e comunque alle leggi o alle ordinanze regionali perchè esse danno facoltà alle Amministrazioni comunali o alla Capitaneria di Porto di regolare in autonomia quali siano le zone, e le modalità, con cui gli animali posso accedere alle spiagge.

In linea di massima comunque si tenga presente che per poter vietare l’ingresso ai bagnanti che hanno con sé il proprio cane è necessario che i comuni emettano un’ordinanza di divieto e che tale divieto sia motivato. Essa inoltre deve specificare l’estensione oraria di tale divieto, deve essere firmata dal sindaco, da un assessore delegato o dal comandante dei vigili urbani, e deve essere pubblicata sugli albi pretori dei singoli comuni. In linea teorica se manca solo una di queste indicazioni l’ordinanza non dovrebbe essere considerata valida.

Secondo la legge il proprietario della spiaggia (ad esempio un campeggio ma in linea teorica anche uno specifico Comune, che ne è l’effettivo l’amministratore) può richiedere con le giuste motivazioni un permesso per rendere inaccessibile ai cani quel tratto di costa. Questa opzione spiega l’esistenza delle “spiagge per cani”: cioè dei tratti di terreno in cui i cani possono sì entrare ma che fanno in realtà parte di tratti ben più lunghi in cui si è concesso il divieto di accesso.

C’è dell’altro, i cartelli che prevedono il divieto devono recare sul retro il numero dell’ordinanza comunale di riferimento di cui ho scritto qualche riga più in alto e la relativa data di scadenza. Altrimenti, seppure in presenza di una ordinanza regolarmente firmata, il divieto è da considerarsi nullo.

In Italia ci sono tre modalità di frequentare le spiagge con un cane:

1 – Recarsi in una spiaggia o lido attrezzato tradizionale che ammette anche cani, ma in alcune regioni (Emilia Romagna per esempio, eccetto un breve tratto) non è permesso che il cane entri nell’acqua. Può capitare quindi che ci tocchi pagare, per portare Fido a soffrire un caldo terribile. Forse allora è meglio andare a fare una passeggiata in montagna?Se chiedete ad un veterinario se sia salutare per il vostro cane trascorrere magari 6 ore in spiaggia senza potersi bagnare, la risposta sarà sicuramente NO, anche se alcuni cani sopportano bene questo tipo di situazione, ovviamente con a disposizione ombra ed una ciotola di acqua da bere. Alcuni lidi hanno attrezzato piscine e docce per cani per ovviare al problema (grazie!!!), anche se di certo tra fare il bagno in mare e rinfrescarsi sotto una doccia c’è una bella differenza. In alcuni casi gli animali sono accettati, ma a numero chiuso, e per noi tutti vuol dire rischiare di rimanere fuori se arriviamo tardi o se non abbiamo prenotato; questo anche se vogliamo semplicemente andare con Fido a darci una rinfrescata nel mare e poi andarcene [ammesso che in quella Regione possa accedere all’acqua]. Occorre quindi pianificare e prenotare con antecedenza.

2 – Andare in una spiaggia per cani o lido attrezzato dedicato ai cani accompagnati dai loro padroni, con tanto di strutture apposite, sponsor vari (etici nei confronti degli animali ? Non sempre…) e spesso, biglietto da pagare. Spesso queste spiagge per cani sono superaffollate di Fido e bipedi che giustamente vogliono stare assieme al mare, e lì ci si concentra tutti quanti, cosa che non permette a chi ha cani dominanti o femmine in calore, o ancora cani che hanno subìto aggressioni da parte di loro simili, di frequentare la spiaggia in tranquillità. Fortunatamente negli ultimi anni il numero di lidi accessibili è cresciuto in maniera esponenziale.

3 – Andare in una spiaggia libera che non sia inclusa nell’ordinanza balneare del comune in cui si trova, o che non abbia un regolamento con specificato il divieto di accesso. Se la spiaggia non è inclusa nell’ordinanza balneare del Comune o della Regione, o se non è regolamentata (ovvero: restano praticamente solo gli scogli e le zone non balneabili… ;o) ), in teoria (qui da noi molte cose sono in teoria) non potrebbero darvi la multa.

 

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