L’ incompiutezza del bello e la legge del vincente. L’ Ajax si piega allo United.

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“Un vincente non è mai stanco di vincere e io non voglio perdere mai.”, lineare e conciso. Diretto. Semplicemente José Mourinho. Chi lo odia, lo fa intensamente, chi lo ama, lo ama con ardore. Non è un uomo da mezze misure, e da mezze misure non è il suo United.
L’ Ajax è Narciso, è un Adone, bello e dannato. Giovane, affascinante, intrigante, piacevole. Evanescente, ingenuo, inconcludente. Ammirevole il cammino compiuto dai Lancieri, arrivati sino in fondo con una rosa dall’ età media quasi adolescenziale, lodevole l’ applicazione e la fedeltà alla propria filosofia calcistica. Rovescio della medaglia.
Gli Olandesi in ciò peccano, mancano di malleabilità. Il vincente conosce quale è il momento in cui sporcarsi le mani, scendere a patti con il brutto, annaspare, per poi pugnalare il suo avversario. Il vincente è un fuoriclasse con l’ abito del gregario. Scaltro, difficilmente bigotto, coglie le varie sfaccettature della realtà, ed è incredibilmente pragmatico.
Pragmatico è un conquistadores come José Mourinho. Arrogante, ma spaventosamente trionfante. Diciassette trofei in venticinque finali. Finali che non si giocano, ma si vincono. Chiedere a lui la ricetta per farlo. Ha “defibrillato” i red devils, svegliandoli da un sonno profondo, li ha fatti giocare orrendamente, ma, li ha portati, trascinati ad alzare nuovamente un trofeo internazionale, e a riconquistare un posto nella competizione, forse, più affascinante del mondo, la Champions League.
Il Manchester sceso in campo ieri è lo specchio del suo allenatore. Edonisticamente disgustoso, ma saggio, consapevole, deciso, sicuro. Così sicuro da dar l’ impressione di aver già vinto appena calpestato il rettangolo di gioco.
Il match ha una storia, ma solo apparentemente, poiché l’ Ajax, non crea veramente nulla, se non al 90′. I pericoli li produce tutti lo United, nonostante il pallino del gioco lo tengano gli olandesi. Al 1′ Pogba avverte Onana, e al 18′ lo batte con una conclusione deviata. Valencia al 23′ impegna l’ estremo difensore dei Lancieri, che però, viene nuovamente battuto ad inizio ripresa da Mkhitaryan. Nel finale, Lingard, potrebbe chiudere la partita ma si fa rimontare da Sanchez. Gli inglesi vincono 2-0, e sollevano al cielo l’ Europa League.
Ciò che resta è l’ incompiutezza di un Ajax, che per il cammino compiuto avrebbe meritato qualcosa di più. Lecito però aspettarsi un epilogo del genere, visto l’ avversario, vista la sua abitudine alla vittoria. Se dalle ceneri dello United di Ferguson sia finalmente rinata una fenice, questo non ci è dato saperlo, ma sicuramente, almeno per una notte, i tifosi dell’ Old Trafford, il teatro dei sogni, sono tornati a volare oniricamente.
Tabellino:
Ajax (4-3-3): Onana; Veltman, Sanchez, De Ligt, Riedewald (37′ st de Jong); Klaassen, Schone (25′ st van de Beek), Ziyech; Traoré, Dolberg (17′ st Neres), Younes. A disp.: Boer, Tete, Westermann, Kluivert. All.: Bosz
Manchester United (4-2-3-1): Romero; Valencia, Smalling, Blind, Darmian; Herrera, Pogba; Mkhitaryan (29′ st Lingard), Fellaini, Mata (45′ st Rooney); Rashford (40′ st Martial). A disp.: De Gea, Jones, Fosu-Mensah, Carrick. All.: Mourinho
Arbitro: Skomina (Slovenia)
Marcatori: 18′ Pogba, 3′ st Mkhitaryan
Ammoniti: Veltman, Younes, Riedewald (A), Mkhitaryan, Fellaini, Mata (M)
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