L’ hacker che rivelò i segreti della NASA

In questo articolo parleremo di Gary mc’ Kinnon, un hacker britannico noto per aver rivelato i segreti ufo della NASA.

Il suo talento lo portò ad infiltrarsi audacemente nei sistemi informatici delle forze armate degli Stati Uniti, del Pentagono e della NASA.

Il suo obiettivo era cercare prove delle coperture che queste organizzazioni avevano messo in atto sulle energie libere, ma quello che trovò fu molto molto più grande dell’ immaginabile.

In circa un anno prese d’assalto le reti della NASA e dell’ elites mondiali. La sua ansia nel portare alla luce la verità lo portò ad essere un po’ trascurato in tutti gli aspetti della sua vita. Quello che fu scoperto lo portò ad affrontare un processo alla fine del quale gli aspettavano 70 anni di carcere e il pagamento di 2 milioni di dollari per danni nei confronti degli Stati Uniti.

Fu chiesta la sua estradizione per essere giudicato, ma il Regno Unito la negò, sostenendo che non c’erano prove sufficienti per sottoporlo ad un giudizio.

E così l’autore del più grande attacco cibernetico della storia organizzato contro gli Stati Uniti, ottenne la libertà. Dopo un decennio di lotte e la libertà assoluta, non si lasciò intimidire e portò alla luce tutto sugli archivi segreti.

La prima cosa che disse è che la NASA riceve una gran quantità di foto di extraterrestri e UFO tutti i giorni.

Queste immagini sono classificate e ordinate come se si conoscesse il tipo di specie extraterrestre a cui appartengono. Prendono in considerazione caratteristiche come la dimensione, colore e aspetto dell’astronave.

Ha anche assicurato che la NASA, il Pentagono e le forze armate degli Stati Uniti hanno già dei dispositivi antigravitazionali. Questi dispositivi sono stati creati a partire da navi extraterrestri che si sono schiantate sulla terra. Nello stesso modo hanno in loro possesso le chiavi per l’uso di energia libera. In particolare mantengono il segreto su queste informazioni, dal momento che significherebbe un colpo mortale al monopolio dell’ industria petrolifera. Come se questo non bastasse, ha rivelato qualcosa di più allarmante: si tratta del contenuto di un archivio chiamato il Libro Nexus.

Nel documento figurano i nomi di 20 agenti ufficiali non umani, ripeto 20 agenti ufficiali non umani. Questi servirebbero nelle forze armate degli Stati Uniti.

La cosa più deplorevole di questo caso è che le prove che dimostrano la veridicità di questi fatti, sono state confiscate e distrutte in gran parte dalla polizia.

I dati forniti da Gary mc’ Kinnon coincidono con altri che hanno presentato prove riguardanti i segreti UFO della NASA e della vita extraterrestre.

Non c’è dubbio che mc’Kinnon non è un hacker qualsiasi, il suo contributo continua ad aprire una porta che non avrà altra fine che far venire fuori la verità.

Grazie per averci seguito fin qui. Se l’articolo ti e’ piaciuto, per favore condividi. Arrivederci ad un altro articolo.

3 pensieri riguardo “L’ hacker che rivelò i segreti della NASA

  • 1 ottobre 2018 in 16:57
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    Non meraviglia che la NASA sia in possesso di dati sugli UFO, che tiene classificati. Il fenomeno UFO d’ altronde e’ innegabilmente un fenomeno che esiste, resiste e persiste, e prima o poi i Governi, che sicuramente ne hanno preso atto, dovranno comunicare quanto sanno ai loro popoli.
    Ma parallelamente va perseguita una informazione aperta ed onesta da parte dei media. Sono finiti i tempi della facile ironia e dei sorrisini.
    Siamo di fronte ad un evento rivoluzionario per le nostre società, occorre prendere coscienza della presenza sulla Terra di Esseri di altri mondi.

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  • 3 ottobre 2018 in 18:47
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    Grazie per il commento. Il fatto e’ che i governi hanno tutto l’interesse a tenere queste cose sotto coperture. Questi argomenti venogono o coperti o ridicolizzati. Immaginate cosa succederebbe se degli altri esseri si rivelassero? Cadrebbero subito il sistema energetico basato sul petrolio e tutte le religioni avrebbero dei grossi problemi. Ma cercheremo difare luce conaltri prossimi articoli. Grazie ancora

    Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 01:36
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    La Nasa ci ha sempre mentito! Giusto seguire una informazione aperta e corretta! Complimenti per L’articolo!

    Risposta

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