L’ ERRORE GIORNALISTICO DEL NEW YORK TIMES

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CAMP SHOUP, KUWAIT: TO GO WITH IRAQ-ANNIVERSARY PACKAGES (FILES) US Marines from the 2nd battalion/8 MAR, prepare themselves after receiving orders to cross the Iraqi border at Camp Shoup, northern Kuwait, 20 March 2003. Four years after a US-led invasion billed as a bid to disarm Iraq and create a democratic pro-Western enclave in the Middle East, commanders are in fact pouring 25,000 reinforcements into Baghdad to quell Sunni-Shiite fighting, the bloodiest element of the conflict and one which even the Pentagon admits now amounts to civil war. AFP PHOTO/Eric FEFERBERG (Photo credit should read ERIC FEFERBERG/AFP/Getty Images)

IL NEW YORK TIMES E L’ ERRORE GIORNALISTICO

Nel 2004, in Italia si legge la notizia, di un errore giornalistico, in cui un articolo di Rolling Stones, del New York Times, diffonde contenuti falsi, sulla guerra in Iraq. L’ articolo in questione, esprime che la guerra in Iraq, si basa su documenti falsificati da un ex informatore, dell’ intelligence italiana. Secondo Rolling Stones, il Servizio segreto militare a Washington e Londra, accredita i dossiers falsi. Dal fascicolo di notizie false, emerge che Saddam Hussein, tenta di acquistare in Niger, 500 tonnellate di uranio grezzo, dal nome “yellowcake”. Il 31 ottobre 2005, il Presidente del Consiglio Silvio Berluscini, incontra il Presidente Jeorge Bush, alla Casa Bianca. Silvio Berluscni. Il presidente USA, non si esprime mai apertamente, in merito alla questione.

L’ AMMISSIONE PUBBLICA DELL’ ERRORE GIORNALISTICO

Il New York Times, ammette pubblicamente l’ errore giornalistico, riconosce la parzialità dei reportages, in merito alle rivelazioni delle armi, sulla distruzione di massa, di Saddam Hussein. Le armi in possesso di Saddam Hussein, risultano essere la prova, di Bush, per promuovere la guerra in Iraq, del 2003.

LE FOTO DI POWELL ALL’ ONU

Il 2 febbraio 2003, il segretario di Stato americano, in carica è Colin Powell, e  presenta al consiglio di sicurezza ONU, della documentazione. Powell, mostra delle foto satellitari, di armi biologiche., ed intercettazioni verbali, tra esponenti iracheni, che mirano a dimostrare il possesso di armi, in mano a Saddam Hussein. Il segretario di stato USA, sostiene, che il capo iracheno, si trova in possesso di scorte di armi chimiche per 16000 testate. Saddam,   ha circa 500 tonnellate di armi chimiche e biologiche, e l’ Iraq testa le armi chimiche già da tempo, sulle persone. Inoltre Powell, sostiene che in  In Iraq, si registrano casi in cui le persone, vengono utilizzate come cavie.

I LABORATORI DELLE ARMI NUCLEARI DI SADDAM

Secondo il segretario USA, Saddam Hussein, possiede dai sette ai diciotto laboratori chimici, mobili di Saddam. Inoltre il capo iracheno, non giustica neppure un cucchiaio di antrace che produce. Powell, mostra un flacone, di un grammo di antrace, e dice che è la quantità sufficiente, per fare una strage, nel Senato degli Stati Uniti. Poi Powell, mostra le foto missilistiche, ed afferma che l’ Iraq, ha un programma di costruzione di missili a lunga gettata. Il segretario USA, sostiene che l’ Iraq, sperimenta di costruire missili, con una gettata di 1200 chilometri. Powell, aggiunge che Saddam, possiede armi nucleari, con la capacità di colpire obiettivi come Egitto, Russia ed Arabia Saudita. Il segretario, sostiene anche che Bagdad, da tempo, possiede un missile con la gettata di 900 chilometri.

SADDAM HUSSEIN VUOLE LA BOMBA ATOMICA

Powell afferma che il leader iracheno, intende creare una bomba atomica, e sostiene che dal 1990 al 2000, Saddam,si procura il necessario. Per la costruzione della bomba atomica, Saddam utilizza dei magneti per la costruzione di centrifughe, per l’ arricchimento dell’ uranio, e del materiale fossile.

CONSEGUENZE SUL DISCORSO DI POWELL

Il discorso del segretario USA, all’ ONU, risulta molto debole, e poco credibile. L’ ONU, accoglie le opinioni di Powell, con freddezza e distanza. Il braccio di ferro con l’ ONU,  origina delle manifestazioni di protesta nel mondo, con grande partecipazione. Tuttavia, non ci sono esiti rilevanti, e l’ elettorato americano, si trova ancora in gran parte, favorevole alla guerra. Anche le pressioni sui governi italiano e spagnolo sono vani. Un giornale come il New York Times, fino ad ora contrario alla guerra, accetta come vere, le affermazioni di Powell. Dopo un anno, nessuna affermazione di Powell risulta esistere reamente.

IL NEW YORK TIMES CREDE CERTE LE AFFERMAZIONI DI POWELL

Il New York Times, ammette pubblicamente il suo errore giornalistico, e Powell dimostra delle prove che Saddam Hussein, è in possesso delle armi chimiche e biologiche. Inoltre il progetto di Powell all’ ONU, dichiara della costruzione di gettate nucleari di proprietà di Saddam Hussein. Tra Powell e l’ ONU, si crea una lunga discussione, in merito alle dichiarazioni e alle prove del segretario americano. Le conseguenze, scuotono l’opinione pubblica, tanto che il New York Times, prende per notizie reali, le affermazioni del segretario USA. Solo alla fine della guerra, il giornale New York Times fa ammenda, ed ammette pubblicamente, il proprio errore giornalistico, nel 26 maggio 2004.

IL NIGERGATE

Il Nigergate, è lo scandalo dei “falsi documenti”, ritrovati nel 2002, e che si riferiscono ai contatti tra Niger e Iraq, per la fornitura di uranio, per la costruzione delle armi nucleari.  I  governi di Usa e Regno Unito, affermano che l’ Iraq  viola l’ embargo iracheno, da parte delle Nazioni Unite. I due governi, sostengono che l’ Iraq, tenta di procurarsi il materiale nucleare, per costruire le armi di distruzione di massa.

IL FALSO

  Niger ed Iraq, stipulano un accordo falso con l’ obiettivo comune dell’ uranio, nella costruzione di armi nuclrari, con firme e  carte  dell’ ambasciata nigerina, a Roma. Nel 2004, l’ accordo falso si scopre dai giornali inglesi.

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