lunedì, Luglio 22, 2024

L’ arca di Noè: un dispositivo del dio Enki?

Salve amici e benvenuti al mio spazio.

Pochi anni fa è stato fatto un film interpretato da Russel Crowe che ha rimesso in gioco il mito dell’arca di Noè con il titolo appunto di “Noha”. Fu un tentativo di mettere in scena la narrazione del vecchio testamento. Devo dire che per me fu tutta una sciocchezza, sia la sceneggiatura che tutto il resto, perché far passare un film basandolo su alcuni scritti che sono la copia di altri molto più antichi, per me sembra tutto un errore.

Il Diluvio Universale presente nella Bibbia è solo una versione copiata dai testi sumerici/babilonesi. Da un lato abbiamo l’ Atra-Hasis, é questo il nome che gli Assiro/Babilonesi diedero al Noè biblico, poi abbiamo il poema epico di Gilgamesh, la cosa più antica che si conosca come una storia scritta. Qui si espone quella che fu la fine dell’eroe, che in sumerico si chiamava Ziusudra, e il suo destino finale. Cercate i vecchi testi del poema, vedrete che fu preso dagli dei, gli fu concesso la vita eterna e andò a vivere con gli dei. Per i Babilonesi Noé/Ziusudra si chiamava Ut-Napistim. E per gli Accadi, come ho scritto prima, Atra-Hasis. Risulta che sono più ricchi di sfumature le cose che dicono questi testi più antichi di tutto quello che potete vedere nelle altre versioni bibliche. Però ancora il film ha voluto basarsi ugualmente sull’ Antico Testamento. Si da’ il caso che tutti questi enigmi che presenta questa odissea di Noè, si vadano gradualmente schiarendo, soprattutto mano mano che la scienza avanza. Si sta dando un nuovo senso all’ interpretazione di quello che è veramente accaduto quando si citava un’ arca galleggiante che avrebbe dovuto preservare la vita di alcuni esseri umani con all’interno una coppia coppia di per ogni specie. Tutto questo per sopravvivere a un terribile diluvio che avrebbe devastato la terra e solo uno di questi dei sumeri si azzardò a rompere un patto di silenzio e il giuramento e infine, rompendo il silenzio, avvisò Ziusudra del pericolo imminente. Questo dio fu Enki, il resto degli dei, come dice Atra-Asis, desiderava che l’umanità si estinguesse sommersa sotto le acque. Ovviamente Enki non poteva permettere che accadesse tutto questo, così ruppe il patto e istruì Ziusudra su come costruire l’arca. Ora, come abbiamo detto in altri articoli, la ragione del diluvio già appare nel libro di Enoch, dove viene spiegato che i Vigilanti, gli Igigi, disobbedirono agli ordini del comando supremo e si ribellarono contro l’azione di continuare a sfruttare l’essere umano. Parliamo di Anunnaki oscuri che chiedevano all’uomo una serie di sacrifici. Gli ebrei li chiamavano “olocausti”. Centinaia di animali venivano macellati ogni giorno e passati al fuoco. Quel rito appare descritto nella Bibbia innumerevoli volte e assomiglia a certe ricette di cucina e serviva a questi rettili/Anuunnaki come un cibo, un alimento, come un substrato energetico, però quando arriva il diluvio universale tutto questo finisce.

I testi suggeriscono che il diluvio fu provocato dal dio Enlil che voleva distruggere la razza umana perché gli Igigi, diciamo i loro soldati, si ribellarono contro di lui e violarono la sua legge innamorandosi dalle femmine umane. Così dicono i testi: “Discesero al monte Hermon e si unirono procreando con le loro mogli”. Una fazione Anunnaki si divide, si frattura, si ribella e decide di mescolarsi con gli umani, di aiutarli e convivere con loro. I vigilanti cominciarono a rivelare i loro segreti alle mogli, così dicono i testi. Quali furono questi segreti che tanto fecero infuriare Enlil fino a provocare il diluvio? Questi segreti consistevano nell’agricoltura, nella metallurgia, nell’ ingegneria, nell’ astronomia, tutte conoscenze che avrebbero reso l’uomo più saggio e indipendente da Enlil e dal gruppo degli dei.

L’opzione più praticabile per questo mostro Enlil fu provocare un diluvio, non sappiamo se facendo sciogliere le calotte polari, ma si salvò solo Ziusudra grazie a Enki che lo avvertì.

Arrivati a questo punto, qui la domanda di oggi è: cos’era realmente l’arca?

Conteneva veramente animali? Ziusudra fece veramente una raccolta, una selezione di tutte le specie animali per metterle all’interno dell’ Arca?

E’ ovvio che questo sia credibile solo sotto l’influenza di certe dottrine religiose. Qui, per chi ha una fede, un credo, risulta una visione molto infantile e limitata credere nella possibilità che un solo uomo abbia potuto mettere all’interno dell’arca migliaia e migliaia di animali, è fisicamente e biologicamente impossibile, per la diversità e la quantità. Praticamente una storia mal raccontata nella sostanza reale.

La nostra intenzione è cercare di avvicinarsi il più possibile a questo episodio per rendere un’interpretazione più adatta alla scienza, alla luce del fatto che non parliamo di dei ma di esseri simili a dei, quindi molto avanzati. Nessuno ha detto che il diluvio non sia accaduto. Sono convinto che sia accaduto e che sia esistito anche Ziusudra/Noè, però ci sono molte sfumature che dobbiamo puntualizzare. Il geologo australiano Ayane Clenner assicura che un diluvio di queste caratteristiche, come raccontano i testi, avrebbe alterato tutta la geologia, soppresso tutta la biosferea e l’aria sarebbe diventata irrespirabile. Aggiunge che se un diluvio arrivò a coprire il monte Ararat, questo si traduce in 4mila e 400 milioni di chilometri cubici d’acqua, una cifra che avrebbe sviato la terra dalla sua orbita e qui è dove anch’io vedo che ci sono molte, molte cose sotto. Noè costruì una cassa di legno prima di un cataclisma? Ma questo è molto improbabile. Soltanto vede una serie di possibili scenari.

Primo: Noè non ha costruito un’ arca, non ha potuto farlo né col legno ne con qualsiasi altro materiale ma Enki lo invitò a utilizzare una macchina già destinata a questo fine. Una specie di artefatto sottomarino tecnologico, ovviamente, e pertanto metallico. Una fusoliera capace di resistere a qualsiasi colpo e non un’arca di legno che sarebbe stata distrutta al primo assalto di onde. La mia teoria è che cedette questo dispositivo per andare avanti a salvarsi. Logicamente doveva essere pilotato da questa entità, non da un essere umano che non avrebbe avuto la capacità di manovrare qualcosa di tecnologicamente avanzato. Quanta gente cerca quell’arca di Noè ancora oggi? Storici e archeologi prendono sul serio questo? Quanti falsi allarmi? Circa sette anni fa il presidente della Shamrock Trinity Corporation, il signor Daniel mc’Giver annunciò che l’arca era stata finalmente trovata nel massiccio del monte Ararat, dove, come è scritto nella Bibbia, si incagliò. Queste le parole il signor mc’ Giver: “Attraverso le immagini catturate dai satelliti militari e dell’agenzia centrale del radar che penetra nel suolo, nel terreno è stata trovata l’arca di Noè, a 5.059 metri di altezza, sui fianchi del monte Ararat”. Quello che trovarono fu una struttura rettangolare di legno, di 75 m. di larghezza, 375 m. di lunghezza e 7 m. di altezza, all’interno di un ghiacciaio di poco più di 90 metri di spessore. Il massiccio del monte Ararat, dove hanno detto di aver trovato l’arca, è la montagna più alta della Turchia. Ora, il fatto è che anche i Cinesi proclamano di essere sicuri al 99% di avere trovato l’arca. Qui tutto il mondo proclama questa scoperta, però non è mai stato provato e verificato al 100% che queste imbarcazioni, o una sola di queste, fosse davvero l’arca. Semplicemente non poteva essere di legno né costruita per mano dell’ uomo. Attenzione, potrei sbagliarmi amici, però per me è irrealizzabile. Il curatore del Museo Britannico, Sing Irvin, ha già detto che questa storia era per confortare la gente. E’ stata descritta come un successo, però con alcune sfumature deformate per adattarla all’interno di un mito. Non si poteva scrivere in quell’epoca che si trattava di un apparato tecnologico.

L’unica cosa che assomiglia a questo era un’imbarcazione. Queste persone non potevano capire qualcos’altro perché per esempio, quando le truppe degli antichi romani, esistono cronache scritte, si imbattevano in oggetti volanti o navi volanti, li chiamavano scudi ardenti, clipei ardentes, perché erano oggetti discoidali che ricordavano i loro scudi. L’ uomo cerca sempre similitudini per spiegare quello che vede e questo credo che fu il caso dell’arca. Non credo che lì dentro siano stati messi animali in coppie. migliaia se non milioni di animali…

Per me la cosa più possibile e che questo dispositivo navigante contenesse il seme, il DNA di migliaia di speci animali, vale a dire una banca genetica.

Attualmente esistono progetti in corso e su questa linea un consorzio internazionale di scienziati ha già lanciato un progetto molti anni fa per preservare la sequenza del DNA di 10.000 speci di vertebrati, una per ogni genere di mammiferi, rettili, uccelli, anfibi e pesci che abitano nel nostro pianeta. Sapete quanto hanno speso per questo? 34 milioni di Euro.

Si chiama “Progetto Genoma”. Anche i Russi, all’ università di Mosca, hanno creato una banca chiamata l’Arca Moderna di Noè, del costo di 194 milioni di dollari, molti soldi. Lì dentro hanno DNA di piante, animali, di tutto. Amici, riflettete su quello che oggi abbiamo detto e vedrete che c’è una logica. C’è qualcuno che vuole preservare la vita. Se attualmente stanno facendo questo alcune corporazioni, cosa avrebbe impedito di farlo migliaia di anni a degli altri esseri, preservare il DNA di tutte le specie e tutti gli esseri umani e non questa idea talmente arcaica che in un’ Arca di circa 165 metri di lunghezza avrebbero potuto mettere migliaia di animali? Riflettete amici, cosa avrebbe impedito a degli esseri avanzati dell’antichità di fare questo? E’ solamente il mio parere.

Terminiamo qui ci vediamo nel prossimo lavoro e se l’articolo ti e’ piaciuto, per favore condividi per sostenere il giornale.

Un abbraccio a tutti, ciao.

 

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