L’amore nei romanzi di Massimo Gramellini

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L’amore nei romanzi di Massimo Gramellini. Cos’è l’Amore? Ne parlano   i   poeti,  gli   antropologi   e   i   filosofi,   gli   psicologi.   Parla dell’amore anche lo scrittore e giornalista Massimo Gramellini. L’amore non   è   condizionato   dalla gratificazione. L’amore   che si  sogna. Si  proclama. Si   dichiara. Che   si  dona   e   si   riceve   nelle   sue   varie   forme   di espressione. Che si fa, regalando all’altra persona l’anima, la mente e il corpo.

L’amore nei romanzi di Massimo Gramellini. Cos’è l’Amore? Ne parlano   i   poeti, gli   antropologi   e   i   filosofi, gli   psicologi.   Parla dell’amore lo scrittore e giornalista Massimo Gramellini. L’amore   non   è   condizionato   dalla gratificazione. L’amore   che si sogna. Si proclama. Si   dichiara. Che   si dona   e   si   riceve   nelle   sue   varie   forme   di espressione. Che si fa, regalando all’altra persona l’anima, la mente e il corpo.

Si   colloca   al   di   fuori   del   tempo   e   dello   spazio.  Esiste l’amore di un figlio verso la madre, di due persone che vivono la relazione di coppia. Come pure, quello verso se stessi. Quest’ultimo, in età adulta, può rappresentare la chiave di risoluzione di alcuni conflitti e disagi. Lo scrittore e giornalista Massimo Gramellini parla dell’amore nei romanzi: “Fai bei sogni”, del 2012, “Avrò cura di te” del 2014 e “L’ultima riga delle favole” del 2015. Di certo, essi sono caratterizzati anche   da ironia e spirito   romantico sapientemente mescolati. Si approcciano a tematiche in cui i lettori possono ritrovarsi. Offrono continui spunti di riflessione sui sentimenti e sulle emozioni che la donna e l’uomo vivono amando. “Incominciavo a odiarla perché non tornava” è l’affermazione che può lasciar intendere, almeno in parte, il dolore, la sofferenza e   l’annientamento provato da   un figlio che perde   la madre.

https://www.periodicodaily.com/la-madre-di-fai-bei-sogni-il-giorno-della-festa-della-mamma/

L’autore perde la madre. Questo   lutto   è   percepito   e   vissuto   come   abbandono.   I   bambini sono legati alla madre   prima   di nascere. Stabiliscono già a livello embrionale un legame che si mantiene fino alla vecchiaia. E’ chiaro come la sua morte possa sviluppare effetti anche sul senso di sicurezza. E’ necessario che il bambino colpito dal lutto esprima le emozioni. Ciò per apprendere   la   capacità   di   elaborarlo. Questo   romanzo   racconta   i   sentimenti   del   piccolo Massimo. Riesce a superare la perdita della madre accettando la realtà. Facendo ‘bei sogni’. E’ possibile considerare che questa espressione non sia solo riferita al momento del coricarsi, ma ai sogni e progetti di vita da realizzare.

Come? In che modo? Con chi? Attraverso la stima di sé e l’amore trovato   nell’altro   individuo. Trovato fuori da sé: “La   morte   precoce   di   una   madre   è   la madre   di   ogni abbandono…ti insegna a dare la giusta importanza all’amore, a non scappare quando lo incontri”. “Il sentimento è quel genere di avventura interiore da cui tutti scappano”. Le azioni umane sono mosse dalla ricerca di un senso che rappresenta ciò che l’individuo è e cosa deve fare per realizzarsi. Così, il segreto sembra essere celato nel ‘noi’: “Gli innamorati sono gli unici ancora in grado di coniugare i   verbi   al   futuro”. Hanno   energia   e   passione. Come pure pulsioni   che   spingono   e   motivano   a   guardare   al futuro. Ancora, per riuscire a fare ‘bei sogni’.

“Amarsi è l’opera d’arte di due architetti dilettanti di nome Ioche, sbagliando   e   correggendosi   a   vicenda, imparano   a   realizzare   un   progetto   che   prima   non esisteva. Noi”. Di conseguenza, il progetto si   realizza   in   coppia. Implica tra   l’altro, rispetto, affetto, fisicità. Ancora, richiede collaborazione e fiducia. L’amore   è   istintivo   e   intuitivo. Volto   a   realizzare   la reciproca felicità e benessere.

E’ necessario innanzitutto amare se stessi: “Ti amo significa mi amo a stare con te”. Nell’insieme, la paura della vita e dei legami possono   originarsi   dai traumi infantili che risultano invalidanti. Proprio come il lutto non superato di un bambino che perde la madre. Cioè, possono nascere rabbia  o  difficoltà a stabilire e mantenere relazioni di   coppia   da   adulto. “L’amore   non   esiste…Ogni   essere umano   custodiva   una   buona   ragione   per   non credere   più   ai sogni”. La sofferenza si elabora. Ugualmente, si impara a riconoscere dentro di sé il coraggio che è direttamente legato all’autostima. Questo in vista di stabilire e far durare le relazioni amorose.

I personaggi che si incontrano nei libri citati rappresentano donne e uomini comuni. Essi provano timori e insicurezze.  Commettono sbagli. Possono aver paura del matrimonio e dei legami. Ad esempio Tòmas contesta l’amore. Si lamenta e fa starnuti quando entra in contatto con qualcuno o qualcosa   che   profuma   d’amore: “Gli   starnuti   impongono   la   ritirata”. Poi   si   lascia   andare, vuole crederci e si affida. La paura della felicità va superata anche con la fiducia nell’altro: la Vasca dell’Io e la Vasca del Noi rappresentano una metafora della vita: “L’amore è una meta che si raggiunge in due…Due possono diventare Uno, se insieme si danno la spinta giusta”.

La voglia di conoscersi, di stare insieme, comunicare, crescere diventano l’obiettivo di un’unione. Essa mira al benessere nella coppia. E’ necessario comprendere  i  momenti   di   crisi. Capire   cosa   non   va, se   c’è insoddisfazione e la sua origine. Così si può trasformare la crisi in sfide. Ciò per far evolvere la relazione o costatarne la fine. La felicità nel legame di coppia e la solidità dei vincoli affettivi dipendono dalla disponibilità di amarsi da parte di entrambi i partner.