kustom kulture: quando la moto fa parte di noi

Il fenomeno delle moto personalizzate figlio di una sottocultura nata negli USA

0
237
kustom kulture

Quando nasce una moda sono in molti a seguirla, ma a volte capita che sia la moda a seguire noi. È forse il caso della Kustom Kulture, ossia la tendenza a personalizzare le moto in base al nostro gusto, partendo da quella sottocultura nata negli USA all’inizio del secolo scorso. Definirlo un trend, limitandolo all’hashtag #KustomKulture che circola su Instagram, sarebbe riduttivo. Si tratta di una vera e propria estensione della propria personalità, forgiare su metallo una parte del proprio sé. E forse è questa la chiave del suo successo. Vi raccontiamo le origini del fenomeno, diffuso a livello globale e che attira persino le superstar, da Miley Cyrus a David Beckham, a Gal Gadot fino a Keanu Reeves, fondatore di una propria casa motociclistica (Arch Motorcycles).


Tutte le news sulle moto


Come nasce la Kustom Kulture?

Le origini del fenomeno le possiamo far risalire agli albori del XX secolo. Uno dei primissimi esempi fu la Dreadnought di Harold Kalsake, datata 1901. Ma il trend esplose soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando tra i soldati reduci dal fronte nasceva l’abitudine di modificare le proprie moto per godersi appieno la ritrovata libertà. E da queste fantasie di ex commilitoni nascevano le prime bobber, i primi chopper, che nei decenni successivi trasformarono i mezzi a due ruote in oggetti di culto. Film come “Easy Rider” esaltarono uno stile di vita, che si diffuse rapidamente in un mondo in via di globalizzazione.

In Europa, il primo esempio di Kustom Kulture ci viene dagli anni 70, con le Cafè Racer. Si chiamano così perché i proprietari amavano mostrarle agli amici davanti al bar, con tutte le personalizzazioni che avevano effettuato. Non esistendo i chopper americani, o almeno non ancora, il Vecchio Continente modellava le sportive, privandole della carenatura e mettendo il motore in bella vista. Dalle riunioni spontanee, ai club e i raduni il passo fu breve. I Bandidos, con i loro 5 mila iscritti in 22 paesi, sono tra i più famosi. E come non dimenticare gli Hells Angels, i quali godevano della pessima fama di devastatori e teppisti viandanti, ammirati da alcuni e temuti da altri. I raduni di custom ormai non si contano più, con migliaia di visitatori alla volta (covid permettendo, ovviamente). C’è persino un canale Youtube a loro dedicato, il Custom Bkers Finland, dedicato agli amanti del genere che non patiscono il freddo di Helsinki e dintorni.

Il fenomeno nella cultura di massa

Il Kustom Kulture è ormai un fenomeno di massa, grazie anche ai mass media che ne hanno dato grande risalto. È del 2003 la prima trasmissione televisiva a tema, “American Chopper”, prodotto da Discovery Channel. Era un reality che narrava le vicissitudini, spesso burrascose, della Orange County Choppers, fabbrica di moto della famiglia Teutul. In Italia, Discovery attraverso il canale Motor Trend ha prodotto “Lord of the Bikes”, un concorso tra customizzatori condotto da DJ Ringo, con tanto di supporto tecnico da parte di Moto Guzzi (che forniva le moto da personalizzare). C’è persino una scuola dedicata al mondo custom, la Custom Riders School. Fondata dalla BikerX, scuola di guida sicura su due ruote che ora si specializza anche su questo tipo di mezzi. Perché divertirsi ed essere liberi è bene, farlo in sicurezza è meglio. Per informazioni ed iscrizioni, cliccate sul link qui sotto.


Link alla scuola


Immagine di Espresso Comunications, per gentile concessione

Commenti