Krebs afferma che le dichiarazioni di Trump sono farsesche

Il funzionario della cybersicurezza licenziato da Trump ha affermato che la campagna di Trump è ridicola

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Il massimo funzionario federale per la sicurezza informatica, Christopher Krebs, ha affermato che le dichiarazioni della campagna di Trump sulle interferenze straniere sono farsesche. Trump aveva licenziato Krebs la scorsa settimana per aver affermato che nelle elezioni non vi sono verificate frodi.

Ci sono prove di manipolazione del voto in USA?

Christopher Krebs, il massimo funzionario federale per la sicurezza informatica licenziato da Trump, ha affermato che le dichiarazioni della campagna di Trump sulle ingerenze straniere sono “farsesche”.  In un’intervista con Scott Pelley a “60 minutes”, che andrà in onda domenica, a Krebs è stato chiesto una sua opinione sulle accuse del team legale di Trump secondo cui i voti sarebbero stati tabulati in Paesi stranieri.  Krebs ha detto: “Tutti i voti, tutti i voti negli USA sono contati negli USA. Non comprendo le affermazioni del team di Trump. Ripeto tutti i voti vengono conteggiati nel nostro Paese”.

Pelley nel porre le domande all’ex funzionario fa riferimento alle affermazioni dell’avvocato di Trump, Sidney Powell, che nei giorni scorsi aveva affermato, senza prove, che vi era un collegamento tra le macchine per il voto e l’ex presidetne venezuelano Hugo Chávez.  Durante una conferenza stampa la scorsa settimana, Powell aveva affermato che Dominion Voting Systems, che fornisce macchine per il voto negli USA, utilizzava la tecnologia sviluppata da Chávez, morto nel 2013. Aveva sottolineato che i voti venivano manipolati all’estero per favorire Joe Biden.  Powell aveva fatto eco alle accuse mosse anche dall’avvocato personale di Trump, Rudy Giuliani. Quest’ultimo sosteneva che un blocco di Paesi comunisti aveva dirottato le macchine per il voto della nazione installando un algoritmo per trasferire un percentuale di voti di Trump a Biden.

Non ci sono prove di manipolazione delle macchine per il voto

Krebs, durante l’intervista ha sottolineato più volte che non ci sono prove che una potenza straniera abbia manipolato una macchina. Ha infatti asserito: “Non ci sono prove attori stranieri abbiano manipolato le macchine per il voto. Queste affermazioni sono farsesche. I riconteggi sono coerenti con il conteggio iniziale, e per me, questa è un’ulteriore prova, questa è la conferma che i sistemi utilizzati nelle elezioni del 2020 hanno funzionato come previsto e il popolo americano dovrebbe avere il 100% di fiducia nel proprio voto”.

Krebs: non sono sorpreso del mio licenziamento

Durante l’intervista Krebs parla anche del suo licenziamento. Ha affermato di non essere sorpreso ma di essere molto deluso di come è arrivato. Ha detto: “Penso che la cosa che mi turba di più è che non ho avuto la possibilità di dire addio alla mia squadra. Avevo lavorato con loro per 3 anni e mezzo, in trincea. Costruire un’agenzia, mettere CISA sulla scena nazionale. E amo quella squadra. E non ho avuto la possibilità di dirgli addio, quindi questo è ciò di cui sono più arrabbiato “.


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