Komos, il coro gay che ricorda il passato puntando al futuro

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Se ancora non conoscete il coro Komos (qui il canale YouTube) questa quarantena può essere l’occasione per rimediare. Le prime attività di questo gruppo di voci tute maschili risale ormai a quasi più di 10 anni fa, quando vari appassionati di musica decisero a Bologna di unire il loro talento vocale in un unico gruppo, ancora oggi attivo. Ma cosa rende questo insieme di voci così particolare rispetto ai tanti colleghi che cantano in Italia? Il coro Komos si differenzia per essere un gruppo composto solo da uomini omosessuali o bisessuali (uno dei primi in Italia a comparire, oggi seguito da esperienze simili a Napoli, Perugia e Milano) con una mission politica precisa, la promozione dell’uguaglianza e dei diritti della comunità LGBTQI (acronimo che viene usato per descrivere le minoranze per orientamento sessuale e/o di genere).

Attraverso il suo repertorio, che spazia dagli autori classici della musica colta e popolare italiana fino ad arrivare all’icona gay Britney Spears (cavallo di battaglio del coro è la parodia ballata di “Oops! I did it again”), Komos mira a raccontare le sue esibizioni costruendo un filo rosso che unisce le esecuzioni alla storia delle discriminazioni verso le comunità omo, bi, transessuali e alle lotte che hanno portato negli anni alla rinascita e alla visibilità del movimento LGBTIQ a livello internazionale.

Particolarità del coro è infatti la riscoperta della memoria dell’attivismo della comunità della quale fa parte, tendenza recente ma che sempre più si sta consolidando come ad esempio il concerto per lo scorso 1 dicembre a Bologna, Giornata mondiale contro l’HIV e AIDS, intitolato “Rosso di sera dove l’attivista internazionale Mark S. King autore del blog “My faboulous desease” ha ripercorso la storia dell’attivismo internazionale lgbtiq con particolare attenzione agli ’80 e ’90, epoca nella quale le comunità omosessuali e bisessuali vennero nel mondo colpite dal propagarsi incontrollato dell’AIDS e dallo spettacolo “Il mio canto libero” dedicato alle vittime omosessuali dell’olocausto mandate al confino o ai campi di sterminio.

Il coro Komos, completamente composto da voci maschili non per discriminazione verso il genere femminile ma per motivi legati all’armonia ed equilibrio vocale, nel 2016 ha partecipato anche alla famosa trasmissione Mediaset “Tu si que vales” riscuotendo un grande successo sia da parte del pubblico in studio, sia da parte dei giurati. Se la storia di questo gruppo di cantanti vi ha incuriosito non resta che aspettare la fine della quarantena. Sicuramente potete mettere in calendario l’evento internazionale che Komos sta organizzando a Bologna per il 2022, Various Voices, il più grande festival di cori LGBTI d’Europa che avrà sede nel capoluogo emiliano dal 15 al 19 giugno.

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