Kim Jong-un è vivo o morto?

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Articolo aggiornato.

Questa mattina l’agenzia americana CNN ha segnalato che il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, verserebbe in gravi condizioni di salute a seguito di complicanze per un intervento chirurgico al cuore. 
In poche ore la notizia è stata commentata dalla stampa di mezzo mondo, gran parte della quale ha da subito iniziato a speculare sui possibili successori del dittatore. 

Al momento, però, mancano dati sufficienti per confermare o smentire l’indiscrezione, forse complici le particolari misure restrittive imposte dal governo durante l’epidemia di coronavirus nonostante le autorità siano ferme nel dichiarare che non vi siano nuovi casi.

Cina e Corea del Sud non sono state in grado di confermare tali voci, al contrario, ne hanno minimizzato la portata. 

Il “caso” montato dalla CNN

Qualche giorno fa una fonte americana aveva appreso del ricovero del leader nordcoreano da un sito di Seoul il quale aveva riferito che il 12 aprile il leader nordcoreano era stato sottoposto a un intervento chirurgico al cuore in un ospedale della capitale Pyongyang.

Il Daily NK sembrava allora avvalorare la notizia dichiarando che il dittatore non aveva preso parte a nessun importante evento pubblico almeno da una decina di giorni perché ricoverato in una clinica privata nella contea di Hyangsan, nella località turistica di Mount Kumgang sulla costa orientale del Paese.

L’ultima apparizione pubblica di Kim Jong-un, infatti, risale all’11 aprile.

Secondo l’agenzia di stampa americana Associated Press nei giorni scorsi sarebbero circolati a Washington i primi timori per la salute del leader nordcoreano che hanno poi trovato riscontro nell’articolo pubblicato in mattinata dalla CNN.

A fomentare i sospetti di un aggravamento delle condizioni di salute del dittatore sarebbe stato che né lui né la sorella abbiano partecipato ad alcuni importanti eventi pubblici, tra i quali la Cerimonia del Giorno del Sole e le annuali celebrazioni del 15 aprile – ricorrenza del compleanno del nonno di Kim – che si svolgono presso il Palazzo del Sole di Kumsusan.

Al momento, nemmeno gli Stati Uniti dispongono d’informazioni tali da poter confermare o smentire la prognosi del leader nordcoreano: “Semplicemente non lo sappiamo” ha riferito un funzionario di Washington che ha preferito mantenere l’anonimato. 

Dal canto loro, Casa Bianca e Dipartimento di Stato non hanno replicato alla questione.

E non potrebbe essere altrimenti, potendo disporre unicamente di informazioni fuorvianti e contraddittorie.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, ha confermato che Pechino fosse a conoscenza dell’intervento cui è stato sottoposto Kim ma ha puntualizzato di non disporre di notizie più precise al riguardo.

Il ministero dell’Unificazione – che si occupa degli affari intercoreani – ha dichiarato di non poter confermare la notizia secondo cui Kim Jong-un fosse in convalescenza dopo un intervento chirurgico al cuore. 

Qualche giorno fa, un portavoce del governo di Pyongyang ha riferito all’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap come “non vera” la malattia di Kim Jong-un nello stesso periodo in cui la stampa nordcoreana nazionale, la KCNA, pubblicava una foto che ritraeva il dittatore in sella a un cavallo bianco tra i boschi innevati del Monte Paektu.

Il portavoce della Blue House della Corea del Sud, Kang Min-seok, ha riferito: “Non abbiamo informazioni per confermare le voci in merito alle condizioni di salute del presidente Kim Jong-un riportate da alcuni media. Inoltre” ha aggiunto “al momento non si è rilevato nulla di insolito nella Corea del Nord”.
Secondo quanto si è potuto apprendere dalle dichiarazioni della presidenza sudcoreana, il leader della Corea del Nord si troverebbe in una zona non meglio specificata nei pressi di Pyongyang affiancato da alcuni stretti confidenti. 

Quello che si può dire al momento è che l’agenza governativa non sembra esser stata alterata e che né l’esercito né le autorità centrali abbiano adottato un qualsiasi provvedimento o mutamento che possano avvalorare l’ipotesi di uno prossimo cambio della leadership. 

Non è chiaro quello che succederebbe se l’informazione circa le preoccupanti condizioni di salute del dittatore si rivelasse corretta e, in particolare, cosa comporterebbe una sostituzione nella leader non avendo, Kim, designato alcun successore. 

Anche se si ritiene più probabile che ad assumere la guida del Paese sarà uno dei capi di partito – soprattutto il presidente del dipartimento di Organizzazione e orientamento Choe Ryong Hae – alcuni analisti non scartano l’ipotesi secondo la quale la carica possa anche essere assunta dalla sorella minore del dittatore, Kim Yo-jong, che al momento si conferma tra i politici più influenti della Nazione a seguito della promozione avvenuta nel 2017 a membro supplente  del politburo in virtù della quale è stata introdotta nell’entourage decisionale dell’amministrazione nordcoreana.

Secondo l’attivista per i diritti umani Yeonmi ParkSecondo le mie fonti Kim Jong un, il dittatore più codardo ed egoista, non è né morto ne tantomeno malato ma si sta nascondendo nel timore di contrarre il coronavirus. Pur mentendo al mondo che i casi siano pari a zero, in Corea del Nord l’epidemia si è diffusa in modo incontrollato“.

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