A Katowice, città di 300mila abitanti a poca distanza da Cracovia, in Polonia, è iniziata la Cop24, nome informale assegnato alla Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, che si propone di integrare gli accordi di Parigi del 2015 con nuove – e più efficaci – misure per ridurre il climate change.

La conferenza
In Polonia si ritrovano a partire dal 3 dicembre emissari di 200 paesi, che hanno due settimane di tempo per arrivare ad accordi in grado di migliorare la situazione del pianeta: una situazione grave, come testimonia il fatto – inusuale per le procedure – che ha visto quattro responsabili di passate conferenze sul clima firmare una dichiarazione congiunta che invita gli stati partecipanti a “un’azione decisiva per affrontare minacce urgenti“, spiegando che “il mondo è a un bivio“.

D’altronde, studi recenti dicono che la concentrazione di gas serra nel mondo non è mai stata così alta. In particolare, gli esperti delle questioni ambientali spiegano che per raggiungere gli obiettivi accordati in Francia è necessario tagliare ulteriormente, e in modo deciso, le emissioni dei paesi più inquinanti. La Banca mondiale ha promesso fondi per un totale di 200 miliardi di dollari da mettere a disposizione dei paesi virtuosi, che sceglieranno di sforzarsi di ridurre le loro emissioni nocive nell’atmosfera.

Perché la Cop24 è importante
Come si legge nella dichiarazione congiunta dei quattro ex presidenti dell’Onu, “ciò che i ministri e gli altri leader diranno e faranno a Katowice per la Cop24 aiuterà a indirizzare gli sforzi dei prossimi anni, e avvicinerà il mondo agli obiettivi dell’accordo di Parigi – compreso quello di proteggere i più vulnerabili ai cambiamenti climatici – o premerà sull’acceleratore di azioni più decise“. Ogni ritardo o complicazione che dovesse sorgere in Polonia, secondo il documento, “renderebbe più difficile e costoso contrastare i cambiamenti climatici“.

La Cop24 è anche la prima conferenza sul clima dopo il recente studio del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc) – il foro scientifico legato alle Nazioni Unite – che a ottobre aveva consigliato di limitare il surriscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius per evitare contraccolpi deleteri per il pianeta.

Per motivi diversi ma coincidenti, spiega la Bbc, il meeting è cruciale tanto per l’Europa quanto per la Cina, due dei principali colpevolidel picco di Co2: pur in un meeting a cui presenzieranno solo 29 capi di stato, i due attori vogliono dimostrare che un’intesa internazionale può essere trovata anche senza l’aiuto del presidente americano Donald Trump. Gebru Jember Endalew, a capo del gruppo che tutela gli interessi degli stati più poveri che partecipano alla conferenza, ha già dichiarato che “il report dell’Ipcc ha dato speranza, spiegandoci che limitare l’innalzamento delle temperature a 1,5 gradi è ancora possibili. Dobbiamo lavorare insieme in modo costruttivo per realizzare questo obiettivo“.

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here