Karen Lojelo: Margherita. L’amore uccide lentamente – Recensione

In un'incredibile raccolta imbevuta di prosa e poesia, Karen Lojelo dà vita ad un personaggio che punta dritto a cuore e stomaco. "Margherita. L'amore uccide lentamente", un libro che arriva come un fulmine a ciel sereno

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Karen Lojelo

Sognatrice, idealista, eternamente romantica, Karen Lojelo, non passa inosservata.

Margherita. L’amore uccide lentamente“, è il viaggio in ciò che è stato, ciò che potrebbe essere e probabilmente non sarà più.

Karen Lojelo, con un meraviglioso mix di prosa e poesia, dà voce alle emozioni. Arriva dritta al lettore. In gergo televisivo diremmo “buca lo schermo”.

Un bravo scrittore non deve fare libri autobiografici. Nelle storie che inventa deve parlare di emozioni. Emozioni che in qualche modo ha vissuto“. Risuonano come un eco le parole di Karen. Di emozioni il suo libro ne è decisamente pregno.

Solo chi ha vissuto sulla propria pelle certe passioni dell’anima può comprenderne così empaticamente il significato.

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Margherita. L’amore uccide lentamente” ti incolla al divano, incapace di staccarti dalle sue pagine. Una sorta di droga dolce, che dà dipendenza, ma non assuefazione.

Scorrevole, poetico, crudo, empatico. Un testo, se vogliamo, fuori dagli schemi, difficile da collocare in un genere preciso. Come l’autrice stessa, del resto.

Margherita” rapisce, coinvolge, imprigiona tra le sue righe.

Karen Lojelo ci dona la storia di ogni donna, che, nonostante tutto, non si arrende

Sono Margherita.
Sono una principessa sbagliata, cresciuta nell’ala sfigata del castello, innamorata del giardiniere che non ci sa fare con i fiori.
Sono una Cenerentola diversa con la fata turchina psicopatica e nessun principe, nemmeno verde.
Sono quella di c’era una volta un filo ma poi si è spezzato.
Sono una bambina che è nata grande e forse per questo non è mai cresciuta. Sono ancora lì che piango dietro un vetro e so che se ci credessi ancora pregherei, se solo sapessi che qualcuno ascolta…
Sono stanca e non mi arrendo, sono persa e continuo a camminare; vado avanti, magari carponi, ma non mi fermo.
Sono l’aliena senza senso che vaga senza radici.
Sono la casa che non hai voluto, sono la responsabilità da cui sono fuggita.
Sono Margherita, sono Anna, sono Sara,
sono Francesca, sono io o forse non sono nessuno…”

Margherita. L'amore uccide lentamente

In un’incantevole danza tra prosa e poesia, Karen Lojelo dà sfogo ai pensieri, sogni, paure, tormenti di ogni donna.

A tutte le ‘Margherite’ che in tutto il mondo, e da sempre, combattono per non essere strappate“. La dedica che troviamo alle porte di questo “insolito” viaggio.

Impossibile non innamorarsi di Margherita. Inevitabile fare propri i suoi stati d’animo.

Come nasce Margherita?

Come spiega l’autrice stessa, “Margherita è un personaggio nato, non a caso, un giorno di primavera. Un alter ego, uno sfogo diaristico, il personaggio immaginario di ogni possibile racconto, ma soprattutto una donna con tutte le sfaccettature e incongruenze che noi donne sappiamo di avere e che voi uomini cercate di capire“.

Un personaggio affatto sconosciuto ai lettori della Lojelo, anzi, fortemente desiderato da chi aveva già iniziato ad amarla.

Inizialmente una comparsa in alcuni racconti brevi. Fino a diventare protagonista.

Ed eccola qui, in tutta la sua essenza, le sue contraddizioni. Frutto di un puzzle, come spiega Karen, lungo almeno cinque.
In un mix tra prosa e poesia, vi presento Margherita“.

Un nome, Margherita, caro all’autrice.

Signorina delle margherite“, un appellativo datole da un caro amico, forse per un cespuglio fiorito che si trovava davanti alla casa in cui all’epoca viveva. O
forse, come sottolinea Karen Lojelo, più perché aveva colto in lei “un’indole interiore che si addiceva a quell’appellativo”.

Da lì il passo fu breve, un’amica le dedicò persino un racconto, che troviamo a chiusura del libro. Da allora la signorina delle margherite, poi divenuta Margherita, ha preso vita.

Karen Lojelo

Chi è Margherita?

Inevitabile chiedere a Karen Lojelo, “Chi o cosa rappresenta Margherita?

Margherita rappresenta l’individualità“, immediata la risposta dell’autrice.

Individualità intesa come il desiderio, l’aspirazione di cambiare se stessi, senza avere la pretesa di cambiare il mondo. Sperando, al massimo, di poter fungere da esempio.

Margherita è una donna che, in ogni caso, “le sue risposte le troverebbe“.

Margherita vive con forza tra le pagine di Karen Lojelo. Sogna ardentemente, desidera. Cade e si rialza. Non smette di crederci. Nonostante il disincanto, nonostante le scelte sbagliate.

Smetterai di aspettare continuando lo stesso a guardare l’orizzonte, che non si sa mai. Ma almeno smetterai e tutto quello che succederà sarà inaspettato, proprio come volevi te che invece non facevi che immaginare come sarebbe stato.
Domani continuerà a essere un altro giorno che non arriverà mai, ma ci sarà sempre un oggi, già ti siede accanto e ti chiederà consiglio e tu glielo darai perché sei brava a farlo. Lo sei sempre stata.
Margherita, accidenti a te, hai sempre scelto il giorno sbagliato per smettere di fumare e lo hai fatto anche stavolta e lo sai che comprerai ancora un altro pacchetto di Marlboro solo per la paura di rimanere senza, che sei sempre rimasta senza
troppe cose.
Ma sopravviverai perché sei sopravvissuta a cose peggiori, continui a ripetertelo, ed è per questo che lo sai, che anche stavolta ce la farai
“.

Margherita tra prosa, poesia, citazioni letterarie, musica e il mare

Karen Lojelo ama affidare i suoi pensieri alle grandi citazioni. Tra le pagine di Margherita troviamo riferimenti chiari ad autori come Nabokov e Leopardi.

Presenza costante la musica di De Gregori, con assaggi della Mannoia e Mannarino.

La musica è la colonna sonora della mia vita. Mi piace ascoltarla, anche quando scrivo“, afferma Karen.

Ed è proprio Francesco De Gregori che risuona forte nel personaggio più emblematico che Margherita ci presenta. “L’uomo che cammina sui pezzi di vetro“, idealizzazione dell’amore perfetto. O forse, chissà, il rimpianto per le occasioni mancate. Per il coraggio non avuto.

E tu che mi guardavi negli occhi senza potermi vedere, sei l’unico che per un attimo mi è riuscito a toccare…”

Amore che non ti ho mai amato da abbastanza vicino, forse mi stavi troppo dentro per riuscire ad averti accanto…

Poi c’è il mare, altro protagonista della raccolta. “Il mio elemento naturale“, spiega la scrittrice.

Nonostante non si incontrino riferimenti chiari, quasi naturale, per me, pensare a poetesse come Alda Merini. Alla sua straordinaria capacità di prendere il dolore, interiorizzarlo e farne una risorsa.

L’immagine di quest’amore che lentamente uccide mi ha riportata alla grande poetessa dei navigli.

Tra prosa e poesia viene fuori la storia di Margherita. Una donna come tante, ma riconoscibile, probabilmente, in poche. Una di quelle donne difficili da amare, ma impossibile lasciare andare.

Margherita avrà un seguito?

Possibile che Karen abbia già in mente un sequel del libro, lei stessa ancora mantiene un alone di mistero in merito.

Mistero che rappresenta l’aspetto più affascinante dei suoi personaggi. Come il Signore con il cappello, una sorta di “custode del destino“. Un personaggio, frutto di un sogno dell’autrice, che si presta a diverse interpretazioni.

Intanto la scrittrice annuncia la sua nuova produzione letteraria. Un thriller frutto di un lungo lavoro di studio e ricerca, che speriamo di vedere presto tra gli scaffali delle librerie.

Margherita. L’amore uccide lentamente“, è uno sfogo diaristico, come lo definisce l’autrice stessa. Ma è soprattutto una di quelle letture dalla quale si esce con qualcosa in più.

La stessa sensazione, quasi onirica, di stupore e turbamento, che lascia la visione di un gran bel film.

Il cinema, in fondo, è stata una costante nell’infanzia e adolescenza di Karen Lojelo.

Sono cresciuta con i film. Mio padre mi ha insegnata ad amare il cinema. Quello dei grandi autori. Da Kusturica a Wenders, fino a Kiéslowski“, racconta la scrittrice.

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