Kais Saied: continua a crescere la tensione in Tunisia

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La tensione in Tunisia continua a crescere. Dopo che nella giornata di domenica 25 luglio, il Presidente, Kais Saied, ha bloccato tutte le attività del Parlamento e assunto il potere esecutivo, ora licenzia altri venti alti funzionari dello Stato. Di chi si tratta?


Caos in Tunisia: appello della comunità internazionale


Chi sono i funzionari del Governo che Kais Saied ha rimosso?

La Tunisia sta vivendo una delle peggiori crisi degli ultimi anni. Il Paese è un continuo teatro di scontri, inoltre il fatto che il Presidente, Kais Saied, abbia assunto il potere esecutivo, non promette nulla di buono. La comunità internazionale chiede che vengano rispettati i diritti umani dei cittadini. È risaputo però che in questi casi, la popolazione è spesso dimenticata. Il Presidente del Governo, oltre ad aver congelato il Parlamento e licenziato il Primo Ministro Hichem Mechichi, ha anche rimosso altri venti alti funzionari. Tra questi ci sono: Tawfiq al Ayouni, procuratore generale, Walid al Dhahabi, segretario generale del Governo, Al Muizz, capo di gabinetto e altri politici che seguivano Mechichi. Arabia Saudita e Turchia hanno rilasciato delle dichiarazioni in merito alla situazione.

I messaggi di Arabia Saudita e Turchia

In merito alla precaria situazione politica in cui versa la Tunisia, l’Arabia Saudita si è pronunciata tramite un comunicato stampa del ministero degli Esteri. Nel documento si legge: “Sosteniamo tutto ciò che garantisce la sicurezza e la stabilità della Tunisia e siamo certi della capacità della Tunisia di superare la situazione attuale e di garantire una vita dignitosa al suo popolo. L’Arabia Saudita invita anche la comunità internazionale a stare al fianco della Tunisia in queste circostanze per affrontare le sue sfide sanitarie ed economiche”.  Mevlüt Cavusoglu, Ministro degli Esteri turco, ha invece manifestato “l’attaccamento della Turchia alla sicurezza e alla stabilità del Paese e la fiducia della Turchia nella capacità della Tunisia e del suo popolo di superare queste delicate circostanze”.