Jump by Uber: il noleggio di e-bike e monopattini conquista l’Europa

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Jump by Uber: grande successo in Europa.

È stato introdotto in Europa appena 8 mesi fa, e in questo breve lasso di tempo ha già conquistato un gran numero di cittadini del Vecchio Continente. Jump by Uber, il nuovo noleggio rivolto alle e-bike e ai monopattini rappresenta l’ennesimo progetto dell’azienda statunitense che, mai come in quest’occasione, sta ottenendo copiosi consensi. Gli ultimi dati, infatti, parlando di ben più di 500.000 utilizzatori del servizio tra le varie capitali europee, con Roma che a partire dal 21 ottobre (data in cui è stato introdotto lo sharing) è arrivata da sola a 100.000 corse. Un vero e proprio record per la Città Eterna.

Analizzando questi numeri in maniera più approfondita, l’interesse verso Jump by Uber dimostra ulteriormente come gli europei siano ben predisposti ad accedere alle nuove ed ecologiche forme di mobilità. L’iniziativa sta avendo particolare successo soprattutto tra i giovani e, in generale, da quando è approdata per la prima volta a Lisbona, ha fatto segnare circa 5 milioni di noleggi tra monopattini e biciclette che nelle 10 città in cui è stato attivato il progetto, ha portato a coprire nel complesso 14 milioni di chilometri. Insomma, numeri da capogiro per l’ennesima attività di trasporto lanciata dalla società di San Francisco che vede in Parigi e Berlino le realtà che la preferiscono con rispettivamente 2 milioni e 1 milione di richieste di noleggio.

Diversi cittadini europei scelgono Jump by Uber.

Spostandoci in Italia, a Roma per il momento non sono disponibili i monopattini ma circa 2.500 biciclette elettriche rigorosamente «green». Nonostante ciò, la capitale ha dimostrato di aver gradito l’innovativa funzione attivata da Uber che ha raggiunto in poco tempo 100.000 contatti con circa 230.000 chilometri percorsi dagli utenti. Solitamente ricorrono alla condivisione delle e-bike non soltanto i residenti ma anche e soprattutto i turisti per una percentuale del 27%. Probabilmente, ad influire su questa predilezione sono anche i costi non eccessivamente alti.

Infatti, per sbloccare per la prima volta la bicicletta bastano 50 centesimi, mentre la tariffa è di 20 centesimi al minuto. In media, la piattaforma americana ha comunicato che a Roma viene coperta una distanza media di 2,2 chilometri, ma ci sono anche persone che preferiscono concedersi lunghe pedalate che arrivano addirittura a 28 chilometri.

Uber Works, parte la app per chi cerca lavoro temporaneo

Finora Jump by Uber è attivo in 10 città europee: Lisbona, Bruxelles, Berlino, Roma, Madrid, Londra, Malaga, Parigi, Monaco di Baviera e Rotterdam. Le statistiche diffuse dall’applicazione rivelano che le fasce orarie in cui maggiormente si accede al noleggio sono le seguenti: dalle 6 alle 7 a Lisbona, Berlino e Londra; dalle 7 alle 8 a Parigi e dalle 5 alle 6 a Bruxelles.

Il successo di Jump by Uber rovinato dal blocco londinese

Se da un lato può godersi il boom europeo di Jump by Uber, dall’altro la società statunitense in queste ultime settimane è alle prese con una spinosa questione. Alla fine di novembre, infatti, l’autorità comunale per i trasporti di Londra ha comunicato che l’azienda di San Francisco non potrà più essere attiva nella capitale britannica, poiché non avrebbe rispettato una serie di norme per tutelare la sicurezza dei suoi clienti.

Londra non rinnova la licenza a Uber.

Helen Chapman, direttrice dell’area licenze e regolazione del dipartimento londinese, ha dichiarato che risulta inaccettabile il fatto che Uber abbia consentito ad alcuni autisti «potenzialmente non assicurati e non autorizzati» di trasportare dei passeggeri senza tener conto delle leggi e normative riguardanti la tutela della sicurezza.

Immediata è arrivata la replica della società fondata da Dara Khosrowshahi che, stando ai termini di legge, ha 21 giorni di tempo per presentare ricorso. Jamie Heywood, direttore generale regionale di Uber per l’area dell’Europa settentrionale e orientale, ha definito «insolita e sbagliata» la decisione presa dall’autorità per i trasporti londinese, sottolineando che negli ultimi due anni l’azienda ha cominciato ad impegnarsi duramente per modificare i suoi parametri relativi al settore della sicurezza. Dunque si procederà con l’appello per arrivare al più presto ad una soluzione che risulti soddisfacente per tutte le parti coinvolte.

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