Julian Assange presenta ricorso contro l’estradizione statunitense

ll team legale di Julian Assange ha presentato ricorso presso l'Alta Corte britannica. Contro l'estradizione negli Stati Uniti.

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Julian Assange presenta ricorso

Julian Assange presenta ricorso presso l’Alta Corte britannica. Contro l’estradizione negli Stati Uniti. Dove rischia 175 anni di reclusione per aver pubblicato informazioni sui crimini di guerra americani in Iraq e Afghanistan. Le autorità statunitensi hanno accusato il 51enne di aver cospirato per hackerare i computer del governo. E di aver violato una legge sullo spionaggio in relazione al rilascio di cablogrammi riservati da parte di WikiLeaks nel 2010-2011.

Julian Assange presenta ricorso: per quali motivi?

L’appello presentato ieri da Assange è la sua ultima via all’interno del sistema legale britannico. Archiviata la questione della sua salute, se l’appello sarà accolto, si concentreranno sul carattere politico. Gli avvocati di Assange sosterranno che è perseguito e punito per le sue opinioni politiche e per la libertà di espressione. E che la richiesta di estradizione viola il Trattato di estradizione USA-Regno Unito e il diritto internazionale. Perché riguarda reati politici, che sono esclusi come motivo di estradizione. WikiLeaks ha indicato che l’appello di Assange “includerebbe anche argomentazioni secondo cui il ministro dell’Interno Priti Patel ha commesso un errore nella sua decisione di approvare l’ordine di estradizione a giugno. Per motivi di specialità, e perché la richiesta stessa viola l’articolo 4 del Trattato di estradizione USA-Regno Unito”.

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L’appello sfiderà la decisione del 2021

I motivi di ricorso di Assange depositati presso la Corte amministrativa dell’Alta Corte di giustizia quindi nominano il governo degli Stati Uniti e Priti Patel come convenuti. E se accolto, assumerà la forma di impugnazione alla sentenza del giudice distrettuale Vanessa Baraitser. Emessa nel gennaio 2021. In quelle prime udienze, Baraitser ha bloccato l’estradizione sulla base delle condizioni mentali di Assange e del rischio di suicidio se fosse imprigionato in un carcere di massima sicurezza negli Statu Uniti. Poi ribaltati dai tribunali superiori a favore degli USA. La sua sentenza, tuttavia, ha confermato il caso sostanziale degli Stati Uniti per l’estradizione. Stabilendo di fatto, un precedente per i governi. Per perseguire la divulgazione di informazioni sensibili.