Julian Assange: al via il processo in appello chiesto dagli Usa

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Julian Assange non può essere estradato negli USA

Il caso Julian Assange è uno dei più spinosi dell’ultimo decennio. Il fondatore di Wikileaks è dall’aprile 2019 incarcerato a Belmarsh, Londra, dopo che aveva abbandonato l’ambasciata dell’Ecuador in cui aveva chiesto asilo.

L’evoluzione del proceso ha poi raggiunto livelli di hype quando il giudice Vanessa Baraitser vietò l’estradizione negli Stati Uniti a causa dei suoi problemi psicologici. Tuttavia, alla lotta dell’avvocato e compagna Stella Morris nel prossimo spinoso processo in appello, si è aggiunta una richiesta dell’avvocato degli Stati Uniti di scontare qualsiasi pena detentiva che riceve in Australia.

Caso Assange: cosa chiede l’avvocato degli Usa?

L’avvocato degli Usa James Lewis ha ribadito alle autorità inglesi che Assange non fosse vittima di un crollo psicologico. Quindi ha ha negato categoricamente la sentenza della giudice Baraitser dell’Alta Corte.

L’avvocato James Lewis, riporta il Guardian, ha affermato che Assange “non ha precedenti di malattie mentali gravi e durature” e non raggiunge la soglia di essere così malato da non poter resistere al farsi del male. La risposta dei legali del programmatore, guidati da Morris e da Edward Fitzgerald, non si è fatt attendere. Hanno attaccato i collechi americani di voler sottovalutare i problemi psichiatrici di Julian.

Assange con la sua attività su Wikileaks ha mostrato al mondo i crimini di guerra statunitensi in Iraq. Recentemente, Yahoo News ha svelato un piano della Cia del 2017 contro Assange. I tre giornalisti investigativi che hanno firmato il pezzo, Zach Dorfman, Sean D. Naylor e Michael Isikoff, hanno rivelato che l’agenzia, all’epoca guidata da Mike Pompeo, aveva messo in piedi un piano per assassinare l’australiano.


Dame Vivienne Westwood al picnic per Julian Assange