Joséphine Baker al Panthéon di Parigi: icona di libertà

La Francia rende omaggio alle sue performance di danza e canto e all'impegno contro il razzismo

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Joséphine Baker
Un ritratto di Joséphine Baker (immagine di pjrartist da Pixabay)

Con una cerimonia ufficiale Joséphine Baker è entrata al Panthéon di Parigi, il luogo simbolo della storia francese. Nonostante le origini statunitensi, la performer di colore è considerata un emblema dello spirito nazionale per l’anelito a libertà e giustizia.


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Come si è guadagnata la sua reputazione Joséphine Baker?

Nasce nel 1906 a Saint Louis nel Missouri in una famiglia composta da madre americana e padre di origini spagnole. L’infanzia non è semplice per lei che abbandona la scuola e a 13 anni si sposa per la prima volta. Quindi si esibisce con un gruppo di artisti di strada e nel 1921 si unisce in matrimonio con Willie Baker. Poi debutta a Broadway e nel 1925 raggiunge Parigi dove conquista il pubblico del Théâtre des Champs-Elysées. Convola a nozze con Jean Lion e nel 1940 non danza davanti ai tedeschi che hanno occupato la città. Durante la guerra partecipa alla Resistenza, fornendo informazioni ai gruppi partigiani. Inoltre, è ricordata per il suo impegno contro il razzismo e a favore dell’estensione dei diritti civili. Partecipa anche alla marcia che Martin Luther King promuove a Washington.

La performer e la libertà sessuale

A Parigi Joséphine si fa conoscere per le sue esibizioni in cui esprime voglia di vivere e sensualità. Donna intelligente e di carattere, crea delle coreografie in cui inserisce la musica africana, il charleston e ambientazioni esotiche. Famosa la performance del 1927 a Folies Bergères in cui si presenta sul palco indossando soltanto una cintura di banane insieme a una pantera. Nei suoi spettacoli danza a seni scoperti e trasmette la sua energia che incanta gli uomini e influenza le altre donne. Baker non è un’icona soltanto per le genti di colore, ma è diventata celebre anche tra i bianchi. Promuove la libertà sessuale. Un’intrattenitrice poliedrica e sempre in sfida con se stessa che non esita a mettersi alla prova anche nel canto. Nel 1930 intona infatti “J’ai duex amours, mon pays et Paris”.

La cerimonia al Panthéon

Ieri un corteo ha accompagnato una bara simbolica di Baker al Panthéon, passando da rue Soufflot. La tomba contiene terra proveniente da quattro luoghi in cui Joséphine ha abitato: St. Louis nel Missouri, Parigi, Les Milandes nel Sud della Francia e Monaco. È la prima donna di colore a entrare nel tempio della cultura francese. Ha partecipato alla cerimonia Emmanuel Macron che ha ricordato la persona e la sua influenza nella società del 20° secolo. I figli hanno letto estratti dei suoi discorsi più noti, mostrando un video con le immagini della performer. Ha adottato 12 bambini provenienti da diversi paesi, crescendoli. Sono la “tribù arcobaleno”.