Joseph Roth e la critica alla letteratura senza forma

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Joseph Roth è uno scrittore e giornalista austriaco. Le opere dell’ autore evidenziano l’ attaccamento dello stesso, alla terra di origine e la nostalgia di un periodo storico e sociale che sparisce. Roth durante la carriera letteraria scrive racconti e romanzi, ma il successo arriva con “Die Legende vom heligen Trinker”. Nel 1988, il regista italiano Ermanno Olmi trasforma l’ opera “La leggenda del santo bevitore” ( traduzione italiana), in una produzione cinematografica.

Joseph Roth e la biografia

Joseph Roth nasce a Brody il 2 settembre 1894 e decede a Parigi il 27 maggio 1939. La terra di origine della famiglia rimane all’ epoca, all’ interno dell’ impero austroungarico, vicino a Lemberg (Leopoli). I genitori sono Maria Grübel e Nachum Roth. Il padre ha origini ortodosse chassidiche e svolge l’ attività nel commercio di cereali. Mentre la madre ha origini ebraiche. Durante l’ infanzia di Joseph, il padre riscontra problematiche mentali, che lo costringono alle cure, in una struttura per malati mentali. A fronte di ciò, la madre e la famiglia conseguono a numerose difficoltà economiche, nonostante appartengono alla borghesia.

Joseph Roth e gli studi

Nel 1901, Joseph frequenta i primi studi a Brody, in un istituto commerciale, presso il barone Maurice de Hirsch, che è rabbino ebreo. A differenza, delle scuole ortodosse “cheder”, Joseph riceve un’ istruzione non solo religiosa. Di fatto, il barone  include anche le conoscenze  del “Torah”, con le lingue del tedesco, polacco e le materie pratiche. Nel 1905, Joseph frequenta a Brody il “Ginnasio Arciduca Rodolfo”, dove ottiene il diploma. In seguito, Joseph raggiunge Leopoli, dove prosegue gli studi con la formazione univesitaria. Ma a causa di alcune tensioni tra gli studenti, Roth abbandona Leopoli e prosegue il semestre accademico, all’ Università di Vienna. Di conseguenza, Ruth approfondisce gli studi sulla letteratura tedesca, per cui dimostra un forte legame artistico. A fronte di ciò, Ruth consegue la laurea ed ottiene degli incarichi come docente privato.

Joseph Roth e la vita privata

Nel 1922, Roth giunge al matrimonio con Friederike Reichler, in seguito ad una conoscenza di tre anni. Tuttavia, la gelosia di Roth diviene patologica e negli anni causa contrasti nella coppia. Inoltre, una malattia mentale colpisce Friederike, che la costringe all’ assistenza medica in una clinica mentale. Nel 1935, Roth decide di divorziare da Friederike. In seguito, Roth conosce diverse donne, per le quali dimostra un interesse sentimentale e sono: Sybil Rares, Andrea Manga Bell, Irmgard Keun.

La carriera giornalistica

Nel 1919, lo scrittore diviene redattore del giornale “Der Neue Tag”, dove conosce altri collaboratori come: Alfred Polgar, Egon Erwin Kisch ed Anton Kuh. Ma l’ anno successivo, il giornale riscontra delle difficoltà e sospende le pubblicazioni. Di conseguenza, Ruth raggiunge Berlino, dove lavora per diversi giornali tra come: “la Neue Berliner Zeitung ed il Berliner Börsen Courier, il Frankfurter Zeitung”. Nel 1925, il giornalista raggiunge Parigi dove riceve numerosi incarichi di reportage, come corrispondente dalla città francese. A ragion per cui, Roth compie diversi viaggi in Albania, Jugoslavia, Saargebiet, Polonia, Unione Sovietica ed Italia.

L’ arruolamento volontario nel primo conflitto mondiale

Nel maggio del 1916, Roth decide di entrare come volontario nella prima guerra mondiale.  A fronte di ciò, Ruth inizia l’ addestramento militare e poi viene assegnato al servizio di stampa a Leopoli, fino al termine della guerra. Ciò nonostante, Ruth durante il servizio militare inizia delle collaborazioni con i giornali “Der Abend” e “Der Friede”. Il 21 novembre 1916, l’ imperatore Francesco Giuseppe decede e provoca in Roth il rammarico della fine dell’ impero asburgico, della patria.

Roth lascia la Germania

Il 30 gennaio del 1933, Hitler diviene “cancelliere del Reich” e Roth abbandona la Germania. Di fatto, lo scrittore con coraggio dimostra il rifiuto assoluto al nazismo e scrive a Stefan Zweig: “La Germania è morta. É stata solo un sogno, apra gli occhi, la prego!”. A fronte di ciò, i nazisti bruciano i libri dello scrittore, che fugge a Parigi. In seguito, Ruth raggiunge anche i Paesi Bassi, la Polonia, l’ Austria e la Costa Azzurra. Inoltre, lo scrittore riesce a pubblicare diverse opere letterarie, durante la permanenza nei Paesi Bassi.

Le opere letterarie

Roth durante la carriera letteraria scrive diverse opere, tra cui poesie, racconti e romanzi. A fronte di ciò, tra le principali opere ci sono: “Indovinello del mondo, Autunno, Bellezza, L’ alunno modello, Lo spettacolo cieco, Il capostazione Fallmerayer, Trionfo della bellezza, Il mercante di coralli, Il profeta muto, Hotel Savoy, Confessioni di un assassino, Destra e sinistra, La leggenda del santo bevitore”, ed altre.

Lo stile dello scrittore

Roth non esprime un collegamento agli stili contemporanei, eppure trova una collocazione nella “Nuova oggettività”, che trova spazio nei primi romanzi. A ragion per cui, nelle opere “Fuga senza fine” ed “Un resoconto”, l’ autore nella prefazione scrive: “Io non ho scoperto nulla, inventato nulla. Non si tratta più di scrivere. La cosa più importante è ciò che viene osservato”. Tuttavia, Roth critica la perdita di forma di una letteratura di “fatti nudi”, ed esalta il confronto che nasce, dal binomio “testimonianza e resoconto”. Inoltre, lo scrittore nelle sue opere esprime l’ influenza religiosa dei temi divini della cultura ebraica, come: “la verità e la giustizia”.

La morte

Lo scrittore decede il 27 maggio del 1939 a Parigi, in seguito ad una polmonite bilaterale. Il 30 maggio Roth riceve la sepoltura nel cimitero di Thiais.