José Saramago: oggi nasceva il geniale autore di Cecità

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José Saramago

Nasceva il 16 novembre 1922 José Saramago, scrittore portoghese autore di opere assai discusse quali Cecità e Il Vangelo secondo Gesù Cristo.

Premio Nobel per la letteratura nel 1998, Saramago fu, oltre che uno dei più geniali autori del ‘900, spesso bersaglio di critiche per le sue posizioni religiose e politiche.

Uno stile complesso

La narrativa di Saramago non sempre è di facile approccio, a causa di uno stile di scrittura spesso complesso, caratterizzato da periodi molto lunghi e da un uso anticonvenzionale della punteggiatura.

I personaggi sono sottoposti ad un’analisi impietosa, allo scopo di mettere in luce ogni aspetto, anche il più miserevole, del comportamento umano. Spesso vengono posti di fronte a situazioni surreali e tragiche, che ne mettono alla prova la tempra morale e, al tempo stesso, sondano gli aspetti più profondi del loro carattere, rivelandone grandezze e meschinità.

Cecità

Ne è un esempio il romanzo Cecità, una tra le sue opere più geniali.

José Saramago

Nel racconto, un’inspiegabile epidemia provoca la perdita della vista pressoché nell’intera popolazione di un Paese non meglio precisato. L’angosciante antefatto è il pretesto per prendere in esame il comportamento dei personaggi in una condizione di panico totale ed apparentemente senza via d’uscita: reazioni caratterizzate dall’abbrutimento e dalla violenza, ma anche, talvolta, dalla solidarietà e dalla volontà di preservare la propria dignità di esseri umani.

I protagonisti, privi di nomi propri, vengono definiti attraverso il loro ruolo, o grazie a un segno distintivo. Abbiamo così il medico, la moglie del medico, la ragazza con gli occhiali scuri, il vecchio con la benda nera, il ragazzino strabico.

Tuttavia, la loro personalità emerge con tale potenza dalle pagine da non far sentire al lettore la necessità di un nome per identificarli. Al contrario, il non conoscerne l’identità favorisce l’immedesimazione in essi, trasformando la lettura di Cecità in un’esperienza angosciante, ma anche illuminante, per la sua spietata analisi della natura umana.

Gli eventi finali, inspiegabili quanto quelli dell’inizio, rivelano la natura allegorica della storia.

Essere un fantasma dev’essere questo, avere la certezza che la vita esiste, perché ce lo dicono quattro sensi, e non poterla vedere.

Le accuse di antisemitismo

Sebbene fosse dichiaratamente comunista, José Saramago venne più volte tacciato di abbracciare idee vicine al nazismo. In particolare, fu accusato di antisemitismo a causa della sua presa di posizione ideologica nel conflitto israelo-palestinese.

Lo scrittore aveva infatti paragonato le violenze perpetrate da Israele nei confronti dei palestinesi agli orrori di Aushwitz, ed aveva inoltre dichiarato che <<Vivere nell’ombra dell’olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni>>.

Saramago respinse sempre tali accuse, facendo notare come le sue critiche non fossero rivolte agli ebrei in quanto tali. Anzi, tacciò ulteriormente Israele di farsi deliberatamente scudo di tali accuse per sminuire tutte le critiche, anche fondate, contro la propria politica.

Il Vangelo secondo Gesù Cristo e le controversie con la Chiesa cattolica

La storia degli uomini è la storia dei loro fraintendimenti con Dio, né lui capisce noi, né noi capiamo lui.

José Saramago si dichiarò sempre ateo, e talvolta fu al centro di controversie a causa di alcune sue dichiarazioni e del contenuto di alcune sue opere.

Nel 1997, il libro Il Vangelo secondo Gesù Cristo fu censurato dal governo portoghese, e la polemica fu tale che Saramago decise di lasciare il Paese per trasferirsi alle Canarie.

José Saramago

Il libro si basa sui Vangeli apocrifi per narrare la vita del Messia da un punto di vista alternativo a quello proposto dalla Chiesa cattolica, mettendone in luce il lato più umano. In particolare, suscitò scandalo la presenza nel romanzo di otto fratelli minori di Gesù, cosa che farebbe crollare il dogma della verginità di Maria.

Nel 2009, José Saramago fu di nuovo al centro di polemiche con la Chiesa cattolica. Questa volta, il libro incriminato era Caino, una rivisitazione più o meno fantasiosa degli eventi narrati nella Genesi. La Chiesa rimproverò a Saramago le critiche da lui espresse nei confronti della Bibbia, accusata di descrivere un Dio <<vendicativo, rancoroso, cattivo, indegno di fiducia>>.

Le critiche a Berlusconi

Nel 2009, Saramago attirò l’attenzione in Italia per via di alcune aspre critiche rivolte a Silvio Berlusconi, pubblicate sul proprio blog. Saramago, nel suo post, si riferiva all’allora primo ministro italiano definendolo <<la cosa Berlusconi>>, per poi dedicarsi all’elenco delle sue malefatte.

In seguito al fatto, la casa editrice Einaudi (controllata dal Gruppo Mondadori, a sua vola di proprietà dello stesso Berlusconi) si rifiutò di pubblicare la raccolta Il quaderno di Saramago, contenente appunto i post pubblicati sul blog dello scrittore. L’opera sarà comunque edita in Italia, a cura di Bollati Boringhieri.

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