José Ortega y Gasset: la vita di un “filosofo semplice”

La vita e la filosofia di José Ortega y Gasset

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José Ortega y Gasset

José Ortega y Gasset ci lasciava il 18 ottobre del 1955. A metà di un secolo lunghissimo e brevissimo. Filosofo e saggista ha scritto le sue opere nella forma allora sempre più in voga del saggio. Ortega è ricordato ancora oggi come uno degli scrittori più pregiati per magistero di lingua e di stile. Egli fu un acuto pensatore delle cause storiche del malcontento sociale e culturale della Spagna. La filosofia di Ortega y Gasset fu sempre strettamente connessa al suo grande impegno politico.

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José Ortega y Gasset: perchè è stato un filosofo semplice?

Ricordiamo Ortega y Gasset come un “filosofo semplice”. Il suo maggior merito è stato quello di aver reso la filosofia accessibile a tutti. Egli ha discettato attraverso un linguaggio facile e ha presentato ogni suo nodo filosofico sotto la forma di una chiacchierata, in un articolo piuttosto che in conferenza e dibattito. L’atteggiamento filosofico di Gasset è stato infallibile. Il pensatore è riuscito a scuotere l’intero popolo spagnolo che, al contrario del pensatore, non aveva mai mostrato alcun interesse per la filosofia.

La vita di José Ortega y Gasset

Il filosofo spagnolo nacque il 9 maggio 1883 a Madrid. José Ortega y Gasset crebbe in una casa di giornalisti e quindi tra articoli e odore di stampe fresche. Il clima giornalistico ebbe una forte influenza sul pensatore. Josè infatti pensò sempre alla semplicità del linguaggio come la chiave per avvicinarsi alle masse popolari. Gli articoli di giornale riproducevano quella facilità. Egli dunque trattava spesso le sue idee politiche e filosofiche nella purezza e limpidezza del linguaggio giornalistico. La sua fama crebbe proprio per questo motivo.

Studi e interessi filosofici del pensatore spagnolo

Ortega studiò nel collegio dei gesuiti di Malaga, a partire dal 1891. Si laureò alla facoltà di lettere e filosofia di Madrid nel 1902 con la tesi Los terrores del ano mil. Critica de una legenda. Dopo la laurea, il pensatore continuò in Germania i propri studi. Lì si appassionò al neokantismo e alle posizioni filosofiche di Nietzsche e Scheler. Non risparmiò l’interesse per Heidegger. Nel 1914 pubblicò le Meditaciones del Quijote: un testo sullo spirito di Cervantes.


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Ortega y Gasset: la maturità

Il filosofo insegnò metafisica all’Università Complutense di madrid dal 1910 al 1936. Nel 1923 fondò la Revista de occidente. Durante gli anni della Seconda Repubblica Spagnola, Ortega si impegnò in politica fondando il movimento “Agrupacion al Servicio de la Republica”. Nel 1948 creò l’Institudo de Humanidades e proseguì l’attività d’insegnamento.

La ribellione delle masse

Massa è tutto ciò che non valuta se stesso – né in bene né in male – mediante ragioni speciali, ma che si sente “come tutto il mondo”, e tuttavia non se ne angustia, anzi si sente a suo agio nel riconoscersi identico agli altri”. È un pezzetto tratto dall’opera più famosa di Ortega, La ribellione delle masse. Il libro comparì nel 1930. Le pagine trattano una tematica importante: l’avvento della società di massa. Questa è la condizione storica in cui “l’uomo massa” si espone in tutta la sua potenza. L’uomo supera la classe sociale. L’individuo può essere sia operaio che intellettuale. Ortega descrive una rivoluzione profonda che mira al futuro e che sceglie un preciso destino: l’avvento delle masse al pieno potere sociale. Questo è il fato per Ortega, ciò che nel bene o nel male è il più importante atto della vita pubblica europea.

L’io e la circostanza di Ortega y Gasset

Josè Ortega y Gasset riprende dal filosofo Husserl il concetto del ritorno alle cose stesse. Il pensatore spagnolo riprende una citazione fondamentale del padre della fenomenologia: “mondo nel quale mi trovo e che è insieme il mio mondo circostante”. Proprio dalla nozione di circostante nasce l’elaborazione della filosofia orteghiana. Il filosofo spagnolo però sostituisce alla coscienza di Husserl l’uomo concreto. Per Ortega è l’uomo che si cala nel mondo materiale. Ciò che veramente esiste non è la coscienza ma “l’uomo che esiste in un contesto di cose, in una circostanza anch’essa esistente”.

Il concetto di vita

Su questa scia anche il concetto di vita. La vita per Ortega y Gasset è la relazione tra un io e una circostanza perché ciò che veramente c’è ed è dato è la coesistenza con le cose. La vita è l’io nella sua circostanza. Nelle Meditazioni sul Don Chisciotte Ortega spinge sull’importanza della circostanza. La circostanza è la chiave di volta per comprendere il punto di vista del filosofo sulla vita: “io sono io e la mia circostanza, e se non salvo questa non mi salvo nemmeno io”. Ogni vita è unica, non trasferibile e determinata. Ogni essere umano è unico.

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