Il San Gennaro a Forcella utilizzato per scopi commerciali: scatta la denuncia di Jorit

E’ il Corriere del Mezzogiorno ad annunciare la notizia e lo stesso Jorit, sul proprio profilo Instagram parla di una “battaglia con i suoi avvocati”.

Joirt Agoch, l’artista di strada che con i propri lavori ha arricchito ulteriormente le strade di Napoli, difende a spada tratta l’esclusività delle sue opere: frutto di memoria e di denuncia, inutilizzabili dunque per fini commerciarli. Egli si scaglia contro la famosa ed antica multinazionale Peroni, responsabile di aver postato una fotografia, che non ha raggiunto le reti televisive, la quale riproduce il murale di San Gennaro a Forcella, ponendo in primo piano la nuova birra da tempo in commercio, Birra Napoli.

La trovata di far girare la foto unicamente online è stata probabilmente anch’essa a scopo di marketing: raggiungere i giovani nella loro terra.

La società ha utilizzato uno dei lavori più rappresentativi per Napoli, ma sopratutto più vicini al cuore dell’artista. Il murale di San Gennaro, da pochi anni, rappresenta l’ingresso del quartiere Forcella, visibile da via Duomo e realizzato in soli 12 giorni. L’ispirazione per la riproduzione del volto del santo patrono è scaturita da un amico carrozziere dell’artistia, omonimo del santo, ha rammentato Jorit, sottolineando di voler dare il volto del popolo ai grandi del paradiso, riprendendo dunque lo stile ed i soggetti dell’arte di Caravaggio.

SAN GENNARO A FORCELLA- NAPOLI

Le azioni legali ed i primi risultati

Ammonta a 50mila euro la somma richiesta per il risarcimento dei danni da parte di Jorit, presentato dinnanzi alla legge dai suoi due legali, appartententi alla medesima associazione “Unicamente“: Alessandro Senatore, presidente della stessa e Paola Carmela D’Amato.
Jorit informa che i soldi richiesti saranno utilizzati «per realizzare un’altra opera nel territorio napoletano, in modo da contribuire alla rivalutazione di qualche altra area».

Egli ha intanto ricevuto due onerosi incarichi da parte della Regione Campania: un murale rappresentante uno dei più importanti intellettuali italiani, Pier Paolo Pasolini, ed un altro che raffiguri l’ ’attivista afroamericana Angela Davis. I murale troveranno il proprio spazioe sulle pareti di fronte la stazione della metropolitana Piscinola-Scampia.

Si tratta di una contesa ancora aperta, probabilmente anche per il mancato riconoscimento pacifico, in Italia, della street art, affermatasi invece in altri Paesi. E’ Jorit stesso a marcare tale argomento, il quale porta come esempio un caso simili, accaduto negli USA, dove il risarcimento fu accordato dai giudici.

L’attacco di Jorit si basa sul fatto che un’opera d’arte, pur se acquistata, non permette automaticamente al compratore di distruggerla o utilizzarla per scopi commerciali, sopratutto in questo caso, in cui il murale non è stato oggetto di compravendita.

La risposta della difesa: “è in strada, è fruibili da tutti.”, una frase che conferma quanto sia rilevante la non-individuazione della street art come arte. Un’ulteriore affermazione da parte dei legali della Birra Peroni si fonda sull’inconsapevolezza del nome dell’artista: “Jorit” era completamente sconosciuto alla società.

Tuttavia la Peroni sembra arretrare con un gesto da interpretare solo implicitamente come un’ammissione di colpa: i grafici pubblicitari sono stati incaricati di rimuovere dal web i post contententi il murale.

Jorit:
«Non torno indietro perché è in ballo una questione di principio. La street art è arte a tutti gli effetti e non può essere utilizzata a fini commerciali»

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1 COMMENT

  1. In tutta napoli ci sono souvenir con dipinti di questo jorit, anche apare un dipinti suo in un noto film. Si capisce che qui si cerca qualche soldi della Peroni… Qui l’arte non ha niente da fare. L’arte è ben altro. Qui è tutto per i soldi e farsi un nome. Questi dipinti sono riproduzini di fotografie ma l’ anima della persona è rimasta nella fotografía.

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