Joris Karl Huysmans: la tensione del finito verso l’infinito

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Joris Karl Huysmans è uno scrittore, critico letterario e laico francese, della seconda metà 1800 ed inizi 1900. Il letterato, insieme ai poeti francesi Théophile Gautier e Charles Baudelaire anticipa il movimento artistico – culturale dell’Estetismo. A fronte di ciò, tra i modelli della corrente letteraria di metà Ottocento, figurano Oscar Wilde e Gabriele D’Annunzio. Di fatto, la dottrina culturale e raffinata del periodo si diffonde in tutta Europa, nella contrapposizione alle correnti del Naturalismo e Positivismo della Scienza.

Joris Karl Huysmans chi è?

Joris Karl Huysmans nasce a Parigi il 5 febbraio 1848 e decede nella città di origine il 12 maggio 1907. Di madre francese e padre olandese, dal nome di battesimo Charles Marie Georges, Joris modifica il proprio nome nella versione olandese, ovvero Joris Karl. Nel 1856 Karl perde il padre e trascorre l’infanzia in un collegio, fino all’età di quattordici anni. In seguito, Joris raggiunge Parigi, dove frequenta gli studi presso le Lycée Saint Louis e consegue il diploma.

A fronte di ciò, Karl trova l’impiego fisso al Ministero degli Interni, con un ruolo di ufficio. Dopo anni di conflitti sentimentali e frequentazioni di prostitute, Joris viene a conoscenza dell’attesa di un figlio suo dall’amante, che abbandona. Consegue la decisione del letterato di rimanere celibe, con l’astinenza sessuale per tutta la vita, che mantiene. Durante gli anni Settanta, Huysmans segue il pensiero filosofico di Arthur Schopenhauer, in cui accoglie la corrente dell’Irrazionalità, cioè modello logico contrario alla ragione.

Joris Karl Huysmans: l’Estetismo e l’Irrazionalismo

Tra il 1800 ed il 1900 nascono i fenomeni culturali del Dannunzianesimo, Irrazionalismo ed Estetismo. In realtà, la corrente di rinnovamento artistico del poeta emerge in riferimento alla propria estetica, ma anche in ambito letterario. A ragion per cui, la società dell’epoca accoglie gli stili ed il malessere del vivere, con le relative reazioni sia politiche che morali, della filosofia artistica.

Di fatto, il pensiero di Gabriele D’Annunzio giunge nell’espressione sociale, in antitesi dei modelli aristocratici e borghesi, nell’influenza di un costume estetico nuovo, di narcisismo ed immoralità. Inoltre, il poeta italiano raggiunge Roma quasi ventenne, dove acquisisce la notorietà, nel ruolo di giornalista di costume. Dalla personalità di D’Annunzio emergono gli elementi distintivi dell’estetica e narcisismo, come modelli di vita.

Invece a metà Ottocento, con gli scontri dei moti rivoluzionari francesi, in Europa si diffonde la contrarietà verso il Positivismo e l’Idealismo. Da un lato, nasce l’opposizione per lacorrente filosofica a sostegno dello sviluppo scientifico, dall’altro il rifiuto alla negazione di un pensiero indipendente alla realtà. A fronte di ciò consegue la convinzione sociale per un astrattismo, soggetto che diviene risultato di sole teorie. Attraverso l’Irrazionalismo del filosofo tedesco Arthur Schopenhauer, ecco la teoria della vita, con il fenomeno senza ragione della volontà alla vita.

Le opere

Tra i principali scritti del letterato francese ci sono: Marthe histoire d’une fille, Sac au dos, Les soeurs Vatard, En ménage, A vau l’eau, Un dilemme, En rade, En route, La Cathédrale, L’Oblat, Les foules de Lourdes, Croquis parisiens, L’art moderne, Certains ed altri. Il poeta decede a Parigi il 12 maggio 1907, all’età di cinquantanove anni.