Joker: Le vere origini del personaggio

Joker e Gwynplaine uniti da una sola vita.

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Joker sembra essere soltanto un personaggio incoerente e epieno di disturbi mentali. La sua inquietante risata fa venire i brividi anche soltanto leggendola.
Joker è uno degli antagonisti per eccellenza di Batman, fin dai tempi in cui l’uomo pipistrello era affiancato dal suo aiutante Robin.

Joker: La nascita

Sembrerebbe che l’origine del personaggio prenda ispirazione da un film muto del 1928 L’uomo che ride, a sua volta ispirato dall’omonimo romanzo del 1869 di Victor Hugo.
Gwynplaine, è il nome del protagonista del libro che ha ispirato il personaggio dei fumetti, ha una bocca ricurva in un largo ed inquietante sorriso, la sua deformità fu causata dal Re Giacomo II come punizione alle offese che il padre fece nei confronti del Re.

Un giovanissimo Gwynplaine, mentre percorre le strade infreddolito e spaventato, si imbatte prima in una forca, dove trova il cadavere di un impiccato e, più in là, scopre sotto la neve una donna morta di freddo, che tiene in grembo una neonata ancora viva. Il bambino si spoglia del suo camiciotto per scaldare la piccola, e la prende con sé.
Dopo tanto peregrinare incontrano la carovana di Ursus che in un primo momento, vedendo il ragazzo, prova una sensazione di ribrezzo per via del suo viso deturpato, ma ha pietà e li accoglie nella sua compagnia. Alla bambina verrà dato il nome di Dea.

Joker

I due crescono e la bambina ormai è una sedicenne molto bella, ma cieca. La ragazza ogni qualvolta accarezza il viso di Gwynplaine crede che il ragazzo sia sempre felice. E’ quasi inevitabile l’innamoramento fra i due. La loro storia va avanti, ed insieme ad Ursus si guadagnano da vivere nelle fiere in tutta la Gran Bretagna.
Il ragazzo si esibisce nelle varie fiere con un personalissimo spettacolo teatrale e, quando scopre il viso, il pubblico scoppia in grasse risate vedendo la perenne deturpazione del viso, credendo che sia soltanto un effetto di scena.
Durante una di queste rappresentazioni teatrali a Londra, la duchessa Josiane, viziosa sorellastra della regina Anna nonchè figlia illegittime di re Giacomo II, si innamora di Gwynplaine.

Per il ragazzo iniziano una serie di sventure. Viene inizialmente preso e portato davanti ad un condannato a morte, un medico, il quale riconosce in quell’ormai giovane adulto il bambino che anni prima sfigurò sotto l’ordine di Giacomo II. Il medico prima di morire gli confessò non solo il crimine ai danni dell’allora bambino, ma disse anche che era figlio legittimo di è figlio legittimo di Lord Linnaeus Clancharlie Pari D’Inghilterra. Il Re Giacomo II ne aveva fatto rapire l’unico figlio e lo aveva venduto ad una banda di comprachicos, con l’ordine di renderlo irriconoscibile.

Gwynplaine riacquista il titolo nobiliare, diventando così Lord Fermain Clancharlie ed è inoltre promesso sposo della duchessa Josiane.
Ma il giovane ha un interiore tormentato, ed è per questo che decide di lasciare quel mondo troppo distante da lui per andare a trovare Ursus, Dea ed il lupo addomesticato di nome Homo.
Gwynplaine trova il lupo e si fa guidare fino alle uniche due persone che lo hanno sempre amato. Finalmente li riabbraccia, e trova la sua amata Dea, il destino crudele fa si che la giovane, ormai troppo debole, spira di li a poco.
Il ragazzo, caduto nell’oblio della disperazione, decide di raggiungere la sua amata e restare con lei per sempre.

Anche se un romanzo, questa storia è un pugno allo stomaco. Victor Hugo è stato incredibilmente minuzioso nel descrivere i particolari, nel descrivere le emozioni facendo si che il lettore si immerga totalmente nel romanzo.

Joker non è altro che Gwynplayne, una metafora neanche troppo velata.

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