John Kerry, inviato speciale degli Stati Uniti per il clima: occorre fare presto

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Gli Stati Uniti presenteranno presto nuovi ambiziosi impegni per ridurre le emissioni di gas serra, a prometterlo è l’inviato statunitense per il clima John Kerry. Tra poche settimane, il vertice statunitense, annuncerà il “Nationally Determined Contribution” e sarà drastico.

Dalle parole ai fatti?

Obiettivo prefissato? Ridurre le emissioni, accelerando in modo significativo la transizione ecologica. Per questo motivo Joe Biden ha annunciato l’organizzazione di un vertice ambientale per il 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra. Cambio radicale per l’America, se pensiamo che il suo predecessore repubblicano Donald Trump aveva ritirato gli Stati Uniti dall’accordo sul clima di Parigi. Mentre Joe Biden ha ufficializzato a gennaio il ritorno del suo Paese, la più grande economia del mondo e il secondo più grande produttore di emissioni.


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Le parole di John Kerry

Gli Stati Uniti sono molto desiderosi di lavorare insieme, aiutare a fornire i finanziamenti necessari. Supportare tecnologicamente la transizione e lavorare in partnership in tutto il mondo“.

I “quattro gradi”

Ha esortato i Paesi a fare molto di più. Poiché se si guarda alla curva su cui ci troviamo, in realtà ci stiamo dirigendo verso +4 gradi di riscaldamento. “Anche se facessimo tutto quello che avevamo promesso a Parigi, la temperatura della Terra aumenterebbe comunque di circa 3,7 gradi […] e non lo stiamo nemmeno facendo”. L’accordo di Parigi lascia gli Stati liberi di stabilire il proprio impegno circa le misure da adottare riguardo la riduzione delle emissioni, ma li obbliga a rivedere regolarmente la loro tabella di marcia, per contribuire all’obiettivo collettivo: limitare il riscaldamento al di sotto di +2 ° C e, se possibile, di 1,5 ° C, rispetto all’era preindustriale.

Verso Glasgow

Il mondo si incontrerà a Glasgow a novembre per la 26a conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP26). Molti paesi si sono impegnati fortemente a raggiungere la neutralità del carbonio entro la metà del secolo, ma il presidente della COP26 Alok Sharma ha invitato a fare molto di più, perché in futuro potrebbe accadere un’apocalisse.

Futuro apocalittico

Non possiamo semplicemente permetterci un altro decennio di riflessione di fronte alla prospettiva di un futuro apocalittico“. Ha citato la necessità di uscire dal carbone, e di farlo al più presto. Di sviluppare veicoli a emissioni zero e di agire contro la deforestazione.