Joe Biden cerca di mettere d’accordo i democratici

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Joe Biden cerca di mettere d’accordo i democratici

Il presidente Joe Biden cerca di mettere d’accordo il partito democratico, nel tentativo di non far naufragare la sua agenda politica interna. Biden ha convocato una riunione al Campidoglio tra i leader progressisti e quelli moderati. Tuttavia sempre che l’obiettivo di Biden di riunire il partito sia fallito.

Joe Biden cerca di mettere d’accordo progressisti e moderati: cos’è successo?

In una rara visita al Campidoglio, il presidente Joe Biden ha cercato di porre fine alla lotta interna nel partito democratico tra moderati e progressisti, che sta minando l’attuazione della agenda interna della sua amministrazione. Scongiurato lo shutdown, Biden scende in campo nel tentativo di salvare la più grande manovra di spesa e investimenti pubblici della storia americana. Si tratta del pacchetto infrastrutturale da 1.200 miliardi di dollari e quello da 3.500 miliardi di dollari da destinare all’assistenza sociale, all’istruzione e alla riconversione energetica.

I progressisti, guidati dal senatore Bernie Sanders, hanno annunciato che non daranno il via libera alla legge sulle infrastrutture se non ci sarà prima un’intesa sugli investimenti per il sociale. I centristi, guidati dal senatore Joe Manchin e la senatrice Kyrsten Sienema, affermato che non sostengono i 3.500 miliardi di spesa sociale perché, secondo loro, causerebbe un’accelerazione dell’inflazione e rischierebbe di mandare fuori controllo i conti pubblici.  I moderati hanno fatto una controfferta da 1.500 miliardi di dollari. Questa diatriba ha portato uno stallo nell’agenda di Biden. Il presidente ha così deciso di convocare una riunione al Congresso tra i leader progressisti e quelli moderati.

Il partito è ancora diviso

L’obiettivo della riunione di Biden era quello di riunire il partito. Tuttavia questo obiettivo sembra essere naufragato. La riunione a porte chiuse di circa 40 minuti nel seminterrato del Campidoglio, ha dato la cattiva notizia ai moderati che un voto su un disegno di legge bipartisan sulle infrastrutture non si sarebbe svolto venerdì, come previsto, suscitando disappunto da parte dei centristi presenti. La riunione ha segnato una netta vittoria per l’ala progressista del partito.

I moderati attaccano Pelosi

I moderati hanno quindi attaccato la speaker della Camera, Nancy Pelosi, per aver rimandato ancora una volta il voto sulla legge per le infrastrutture. Il rappresentante Josh Gottheimer ha definito la mossa “profondamente deplorevole“. Ha poi affermato che Pelosi ha violato quello che ha definito un “impegno fermo e pubblico” nei confronti dei membri del Congresso di votare il disegno di legge bipartisan questa settimana dopo che si era precedentemente impegnata a prendere l’accordo la scorsa settimana di settembre. Gottheimer ha affermato: “Insieme a un gruppo di membri, ho lavorato 24 ore su 24 per approvare il disegno di legge bipartisan, la legislazione che abbiamo concordato in aprile con i miei colleghi del senato. Ma una piccola fazione di estrema sinistra della Camera dei Rappresentanti ha minato quell’accordo. Ha inoltre bloccato un voto critico sullo storico disegno di legge bipartisan sulle infrastrutture del presidente”.


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