Jean-Claude Izzo: una penna per raccontare la Marsiglia

Una città agli occhi di un romanziere

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Jean-Claude Izzo

Jean-Claude Izzo ha raccontato la Marsiglia meglio di chiunque altro. Della città nel profondo sud francese ha messo in risalto la poesia e l’orrore, il profumo del basilico e l’odore del sudore. Agli occhi di Izzo la città appare come il crocevia della lingue del Mediterraneo, culla dei dialetti della proscrizione e dei contratti illeciti piuttosto che capitale di contrabbandieri e faccendieri. Marsiglia però è anche la casa di utopisti e anticonformisti. Insomma, storie di uomini che si mescolano, traffici e posti incantevoli alla porta del Mediterraneo.

Chi è Jean-Claude Izzo?

La fama di Izzo è legata soprattutto ai suoi romanzi polizieschi ma lo scrittore è stato un homme de plume a tutto tondo: saggista, poeta e paroliere. Nato in una famiglia di immigrati italiani a Marsiglia e innamorato di questa città che diviene la musa delle sue opere. Il romanziere è partito dalla storia del suo poliziotto Fabio Montale per dare forma ad un racconto che parla della città a sud della Francia. D’altronde Izzo ha sempre amato nascondersi, mimetizzarsi e perdersi negli anfratti più nascosti della sua città.

Le Panier e le Vieux-Port

Le Panier è il quartiere in cui è nato Izzo e in Chourmo viene descritto magnificamente. Il quartiere potrebbe fungere da punto di partenza, insieme al Vieux-Port per un giro della città imperniato sulle pagine dei romanzi di Izzo. Il romanziere ha detto: “Per accedere al quartiere vecchio del Panier vi aspetta una bella scarpinata“. Difatti subito dopo il quartiere ci sono le famose scalinate di Les Carmes. Segue prima place des Moulins e poi la stazione Saint Charles. Altre scalinate si rincorrono e si intrecciano e da alcuni luoghi si può scorgere l’unica collina su cui troneggia Notre Dame de la Garde. Nei saliscendi de le Panier si cela infine il complesso secentesco della Vieille Charité, progettata da Pierre Pouge.

Jean-Claude Izzo e gli aromi della città

Jean-Claude Izzo ha parlato della sua città anche attraverso un racconto sui sapori e sugli aromi. Il posto preferito dallo scrittore ove assaporare il cuore della cucina marsigliese è il Bar de Maraichers, in rue Curiol nel quartiere La Plaine. Dai vicoli de le Panier si passa al Treize coins di Ange, in rue Sainte Françoise o al Chez Etienne. Qui la prelibatezza assoluta è la pizza, infatti Izzo ha scritto: “Qui servono la miglior pizza di Marsiglia e il conto, come l’orario di chiusura, dipende solo dall’umore di Etienne“. I sapori più noti del posto e anche i più amati da Izzo sono quelli tipici della bouillabaisse, la zuppa di pesce di scoglio e del liquore all’anice, il Pastis.

Il rifugio di Les Goudes

Les Goudes è un piccolo porticciolo fuori dalla città e si trova a ridosso di colline aride e poco prima de Le Calanques, a strapiombo sul mare. Il mare ha un significato importante per Izzo e difatti consegna alle acque e all’orizzonte marino il potere di placare i nervi dell’uomo. Infatti quando il protagonista di Izzo cerca di sfuggire “Alla schifezza del mondo” punta sempre verso il mare.

La bellezza non si fotografa

Marsiglia non è una città per turisti. Non c’è niente da vedere. La sua bellezza non si fotografa. Si condivide. Qui, bisogna schierarsi. Appassionarsi. Essere per, essere contro. Essere, violentemente. A Marsiglia, anche per perdere bisogna sapersi battere“. Probabilmente questo è uno tra i pensieri più belli di Jean-Claude Izzo. Marsiglia è una città problematica e plurale ma è la sua diversità a renderla così affascinante. Il microcosmo della città francese ha una rara forza di attrazione e nessuno riesce a fare a meno di un carisma proveniente dal mare e di un orizzonte in cui tutto diventa possibile.


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