Jane Foster e Deanna Brasseur: le prime donne a pilotare aerei militari

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Jane Foster e Deanna Brasseur, il 9 giugno 1989, diventano le prime donne a pilotare aerei militari in Canada, aggiudicandosi così un vero e proprio primato.

Esistono, e sono sempre esistiti, mestieri che sono appannaggio prettamente maschile, a prescindere, come ad esempio il pilota di aerei militari.

D’altro canto, esistono lavori che, per “definizione”, vengono automaticamente associati alle donne.

Nel corso del tempo, però, c’è stato qualcuno che di tanto in tanto ha rimescolato le carte.

Parlo di storie di donne che hanno fatto la storia. Donne che hanno saputo sfidare le convenzioni sociali senza lasciarsi intimorire dagli ingombranti ostacoli lungo la strada: i pregiudizi.

Sono donne che con la loro vita hanno stabilito importanti record, creando dei precedenti fondamentali nella storia dell’emancipazione femminile. Hanno dimostrato che le presupposte differenze tra uomo e donna non sono che un limite mentale e che come tale può essere abbattuto e superato.

Deanna Brasseur

Nata nel 1953, a Pembroke in Ontario, diviene un’ufficiale delle forze armate canadesi nel 1972.

Qualche anno più tardi inizia a frequentare il corso di addestramento per piloti ricevendo “le ali”, ovvero il permesso di volare, nel 1981.

Divenne così pilota da combattimento. Dopo oltre un anno di addestramento su aerei da caccia Deanna Brasseur, insieme alla collega Jane Foster, pilota, divennero le uniche due donne al mondo a pilotare caccia militari all’interno di squadre operative.

Nel 1990 ricevette una promozione e divenne Maggiore. Assunse così il ruolo di direttrice della sicurezza di volo.

La sua fu una carriera brillante che si concluse nel 1994, quando si ritirò dall’esercito.

Nel 2007 il suo nome comparve nella Women Aviation International Pioneer Hall of Fame.

Proseguì il suo onorevole percorso, senza mai lasciarsi intimorire, facendosi strada in un mondo difficile per una donna. Infatti, nel 1998 denunciò pubblicamente le esperienze negative affrontate nel corso della sua carriera militare.

Deanna Braseur dichiarò di aver subito violenza fisica e psicologica. Prima dal suo allora fidanzato, arruolato anch’egli nelle forze Canadesi ed in seguito dal suo istruttore di volo il cui intento era tarparle le ali, letteralmente.

Jane Foster

Insieme a Deanna Brasseur è tra le prime donne al mondo a pilotare un jet da combattimento dopo la II Guerra Mondiale nonché uno dei primi membri di sesso femminile della NATO a comandare aerei militari.

Fece il suo ingresso nelle forze canadesi nel 1982. Partecipò ad un programma sperimentale denominato SWINTER, sigla con cui si intende “servizi prestati da donne in ambienti e ruoli non tradizionali”.

Il progetto SWINTER fu adibito per valutare l’effettiva competenza delle donne nel prestare servizio nei vari ruoli della gerarchia militare dell’esercito.

Jane Foster superò la prova ed ottenne il permesso di pilotare nel 1984. Inoltre, divenne istruttrice a sua volta presso la Canadian Forces Flying Training School.

Nel 1988 entra a far parte, insieme alla Brasseur, del primo gruppo di piloti femminili incaricato di far volare il calabrone McDonnel Douglas CF-18 Hornet, comunemente denominato CF-18.

Una grande vittoria si ottenne nel febbraio 1989 quando il Tribunale canadese per i Diritti Umani stabilì che le Canadian Armed Forces dovessero revocare ogni restrizione, relativa all’assegnazione degli incarichi, derivante dal sesso.

Il grande esempio di Jane Foster e Deanna Brasseur si inserisce sulla scia di storie straordinarie di donne, che già molto tempo prima, avevano sfidato gli stereotipi di un’epoca che voleva la donna impotente, condannata a subire la vita anziché a viverla.

Storie di donne che hanno fatto la storia

Tra esse spicca il nome di Harriet Quimby, la prima donna che ottenne la licenza da pilota negli Stati Uniti ed il primo brevetto di volo, nel 1910.

Nel 1920, una donna di nome Amelia Earhart, decide che vuole pilotare un aereo, e riesce a realizzare il suo desiderio. Nel 1928 è la prima donna ad attraversare l’Atlantico con un volo di circa 15 ore, da Terranova (Canada) all’Irlanda del Nord.

Impossibile poi, non citare l’incredibile impresa di Amy Johnson che nel 1930 si classifica come la prima donna pilota a volare dall’Inghilterra all’Australia, da sola. Attraversò 18 mila chilometri a bordo del suo jet.

Bessie Coleman, una ragazza afroamericana, per cui tutto, anche la più semplice delle decisioni risultava complicata per via delle discriminazioni raziali cui era sottoposta, riuscì a ottenere il brevetto da pilota.

Dovette lasciare gli USA perché le veniva negato l’accesso alla scuola di volo e si trasferì in Francia dove coronò il suo sogno. Fu così la prima pilota donna di colore al mondo.

Un altro esempio che fece scalpore fu quello di Elsie MacGill, la prima donna a divenire ingegnere aeronautico capo nel 1938, e non solo. Fu infatti anche la prima donna in assoluto a progettare un aereo e ad ottenere l’ammissione all’Engineering Institute of Canada.

Si tratta di donne che hanno saputo mettere a frutto il proprio talento, dando spazio alla loro vocazione estirpando i retrogradi pregiudizi della società dell’epoca. Hanno contribuito a spianare la strada per le donne che, condividendo il medesimo sogno, sarebbero venute dopo di loro. Il loro esempio infonde coraggio e sicurezza alle generazioni successive, ed urla a gran voce che una donna può fare tutto ciò che desidera. Nessun limite all’immaginazione, né alla realtà!

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