Jacopo Valentini: scatti di luoghi e opere della “Commedia”

Il fotografo si relaziona con l'opera dantesca immortalando luoghi e confrontandosi con altri artisti

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Jacopo Valentini
Jacopo Valentini, from the series Concerning Dante (Bomba Vulcanica), Lanzarote Courtesy Galleria Antonio Verolino, Modena & Podbielski Contemporary, Milano

“Concerning Dante – Autonomous Cell” è la mostra di Jacopo Valentini al Museo civico medievale di Bologna. Un progetto fotografico legato all’immaginario dantesco che ripercorre in Italia i viaggi compiuti dal poeta facendo anche riferimento alla “Divina Commedia“. L’esposizione è in programma dal 20 gennaio al 30 aprile 2022 e l’inaugurazione sarà sabato 22 dalle 18 alle 21.


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Quali sono i luoghi immortalati da Jacopo Valentini?

La ricerca si snoda attorno a tre luoghi che sono i varchi che conducono rispettivamente a Inferno, Purgatorio e Paradiso. Si tratta di veri e propri punti di contatto tra la narrazione della Commedia e la realtà del territorio italiano. Jacopo Valentini realizza un meta-progetto che attraversa una tradizione figurativa in chiave dialogica col presente. Quindi considera il poema dantesco un dispositivo complesso che nei secoli ha creato e stratificato immaginari capaci di incidere profondamente sul reale.

Jacopo Valentini

Nato a Modena nel 1990, vive e lavora tra la città d’origine e Milano. Si avvicina alla fotografia da giovanissimo, studiando all’Accademia di Architettura di Mendrisio in Svizzera. Poi si è iscritto allo IUAV di Venezia, dove frequenta un Master in fotografia. Nel 2015 è selezionato per partecipare al progetto “Foto Factory Modena” in collaborazione con Sky Arte HD e Fondazione Modena Arti Visive. Dopo 2 anni vince la 101a Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia. Poi è selezionato per Giovane Fotografia Italiana #07, all’interno del circuito Fotografia Europea, a Reggio Emilia. Vince il Premio Nocivelli. Nel 2020 è finalista al Leica Oskar Barnack Award Newcomer e è vincitore del bando Refocus del Mic. Quindi è selezionato per Cantica21, il progetto “Concerning Dante – Autonomous cell“. L’idea è pubblicata in un volume edito da Humboldt Books.

L’Italia della “Divina Commedia”

Le bocche vulcaniche dei Campi Flegrei erano per gli antichi romani l’antro di Caronte, il traghettatore delle anime dei morti. Virgilio nell’Eneide vi colloca la discesa agli inferi. La Pietra di Bismantova è ritratta dall’artista a simboleggiare il Purgatorio, seguendo un esplicito richiamo del testo nel IV Canto. Il delta del Po è invece la figurazione del Paradiso. Un luogo che non presenta un legame filologico con il libro, ma scelto perché capace di evocare le suggestioni del poema col caratteristico paesaggio sospeso.

Gli scatti del fotografo e le opere del museo

Le opere dell’autore sono esposte lungo i tre piani della collezione permanente del museo. Si crea così un dialogo formale e ideale che in alcuni passaggi si fa particolarmente eloquente. Da notare la statua di Manno di Bandino che ritrae papa Bonifacio VIII che ebbe un ruolo nei politici fiorentini che provocarono l’esilio del poeta.

“Il Dante istoriato”

Un’opera riletta visivamente da Valentini nella sua ricerca è il “Dante Istoriato” di Federico Zuccari. Il talento nella seconda metà del Cinquecento realizzò una sorta di libro d’artista, dove le immagini diventano il centro della narrazione. La gamma cromatica adottata in ogni cantica ne accentua il pathos visivo, come emerge nelle tavole dell’Inferno a matita. Valentini colloca i disegni dell’artista urbinate tra le vedute laviche di Lanzarote e i fumi delle solfatare dei Campi Flegrei.

Jacopo Valentini e Alberto Martini

Il secondo contributo è di Alberto Martini, artista che ha mantenuto un rapporto molto intenso con la “Commedia”. L’occasione fu il celebre concorso del 1900 per l’edizione Alinari, snodo cruciale per la figurazione del poema dantesco. Un’iniziativa che aprì a una pluralità di declinazioni autoriali moderne col solo vincolo della riproducibilità tecnica. Ha così agito così da elemento capace di proiettare ulteriormente il testo nella cultura di massa. Valentini ha lavorato alla Pinacoteca Martini di Oderzo, dove è conservato un corpus di 298 opere a tema dantesco realizzate dall’artista.

“Malebolge”

La terza presenza autoriale è dell’artista statunitense Robert Rauschenberg. Sul finire degli anni Cinquanta perfezionò la tecnica del “transfer a solvente” lavorando sulle immagini fotografiche delle riviste. Poi le ha riprese a matita e acquerello. La tavola “Malebolge“, è il “transfer drawing” dell’ottavo cerchio dell’Inferno. Gli atleti che campeggiavano sulle pagine di “Sports Illustrated” diventano personaggi della Commedia. Così Virgilio ha le fattezze di un tennista, mentre i giganti sono tre lottatori sul podio. Rappresentando la “Commedia”, Rauschenberg coglie il pretesto per parlare dell’attualità e, innestando sul poema temi di natura politica e sociale. Infatti, tra i suoi personaggi figurano anche John Kennedy e Richard Nixon, a sottolineare l’universalità del poema dantesco.

Immagine da cartella stampa.