Jack Kerouac, il visionario autore di On the Road

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Non è facile dimenticare l’affascinante autore di On the Road (Sulla Strada), Jack Kerouac. Nato come Jean Louis, morto proprio oggi il 21 ottobre del 1969.

Sicuramente uno dei maggiori esponenti della corrente beat, egli intendeva questo termine in senso più religioso che politico.

On the Road: il capolavoro di Kerouac

Sulla Strada è sicuramente uno dei suoi scritti più riusciti e più sentiti. Forse proprio perché è un racconto autobiografico  scritto nel 1951 e pubblicato nel 1957. È il viaggio di una vita, in autostop, a tratti solitario, a tratti con l’amico Neal Cassady.

Kerouac era attratto da autori come Salinger e, a sua volta, è stato una fonte d’ispirazione non solo per i suoi compagni della Beat Generation ma anche per personaggi come Bob Dylan. Le sue parole indicano la voglia di evasione da tutto ciò che la società definiva convenzionale e obbligatorio.

Una società troppo stretta

La società e i suoi canoni soffocano il genio e il genio cerca la libertà. Come? Attraverso metodi, appunto, non convenzionali come la benzedrina e la marijuana: sistemi per scavare a fondo nella coscienza umana.

La ricerca sfrenata, interiore e non, di un luogo in cui trovare una stabilità che potesse dare un labile conforto al vuoto interiore creato dalla morte prima del fratello maggiore e poi del padre.

La Beat Generation

Non possiamo non citare il suo incontro con gli altri componenti della Beat Generation nel 1944: Lucien Carr, William S. Burroughs e Allen Ginsberg. Kerouac fu anche coinvolto in un delitto passionale nel momento in cui Carr uccise il suo amante David Kammerer e lui lo aiutò a nascondere l’arma del delitto. La cauzione fu pagata dalla famiglia della futura moglie di Kerouac con la quale il matrimonio finì dopo due mesi.

Fu nel 1946 che conobbe Neal Cassady: simbolo più di ogni altro dell’emarginazione letteraria.

Jack Kerouac è stato una figura fuori dal comune: una mente che anticipava il secolo nel quale era nata.  

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