Jacinda Ardern all’Onu con la figlia di 3 mesi

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La giovane premier neozelandese Jacinda Ardern porta la figlia di appena 3 mesi all’Assemblea Generale dell’Onu, firmando così un pezzo di storia e dando un forte messaggio per le donne che lavorano. Alla guida del governo neozelandese dallo scorso ottobre, Jacinda Ardern è la più giovane premier del mondo. Attiva femminista, dj nel tempo libero e donna di ampie vedute, la Ardern ha fatto molto parlare di sé quando è diventata mamma, appena tre mesi fa, della piccola Neve, prendendosi un congedo per maternità di 60 giorni. Portando con sé la figlia, che ancora allatta, all’assemblea che riunisce i capi di Stato e di Governo della maggior parte dei Paesi del mondo ha dato un grande messaggio a chi pensa che le donne non possano conciliare famiglia e lavoro.

L’elogio del portavoce Onu per la “First Baby”

Insieme a lei il marito Clarke Gayford, che contro tutti gli stereotipi si occupa a tempo pieno della bambina, ma la Ardern non ha risparmiato, nei momenti liberi, coccole e attenzioni alla piccola Neve, che ha ricevuto un pass con scritto “First Baby”. Dopo aver tenuto il suo discorso al Nelson Mandela Peace Summit, la premier neozelandese ha ricevuto gli elogi anche del portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric, per “aver dimostrato che nessuno è più qualificato per rappresentare il suo paese di una mamma che lavora”. D’altra parte, come ha sottolineato Dujarric, “solo il 5% dei leader mondiali sono donne, quindi dobbiamo renderle le benvenute il più possibile”. 

In Nuova Zelanda le donne sono una risorsa

Una grande lezione in tema di conciliazione famiglia-lavoro, vissuta con grande difficoltà in alcuni Paesi del mondo, ma non in Nuova Zelanda, che da anni vede una forte presenza femminile anche nelle posizioni lavorative più prestigiose. Oltre ad essere stato il primo Paese al mondo a inserire il suffragio femminile, nel 1893, la Nuova Zelanda è considerata uno dei cinque Paesi con le migliori condizioni lavorative per le donne. Secondo il Glass Ceiling Index dell’Economist, ovvero l’indice dei Paesi con le minori discriminazioni per le donne in carriera, la Nuova Zelanda è addirittura al primo posto. Diversi i fattori che portano a questo primato: un alto numero di donne diplomate, la maggiore percentuale di donne impiegate nella forza lavoro, il minor divario salariale tra i sessi e il maggior numero di donne che occupano posizioni lavorative prestigiose. Dalla scorsa settimana, inoltre, è entrata in vigore una legge che consente al premier e agli altri ministri di viaggiare con una baby sitter durante gli incarichi all’estero, facendo coprire le spese dai contribuenti. Una legge essenziale in un Paese come la Nuova Zelanda, dove le donne costituiscono più di un terzo del Parlamento, con un potere politico molto più forte rispetto a molti altri Paesi ricchi. Tuttavia, la Ardern ha precisato che per questa occasione le spese sono state sostenute di tasca propria, dal momento che il marito avrebbe dovuto partecipare a pochi eventi, e sarebbe potuto stare la maggior parte del tempo con la piccola Neve. Lo stesso Gayford ha ironizzato sulla prima visita ufficiale della figlia a un summit mondiale, con un post su Twitter in cui dice: “Avrei voluto poter catturare lo sguardo sorpreso di una delegazione giapponese che è entrata in una sala riunioni nel bel mezzo di un cambio di pannolino. Sarà un grande racconto per il suo 21esimo compleanno”. 

Alcuni precedenti

Giovane mamma coraggiosa e donna impegnata in politica e sicura di sé. La lezione di Jacinda Ardern ha tuttavia dei precedenti. Nel 2015 l’eurodeputata M5S Daniela Aiuto si presentò nell’aula del Parlamento europeo a Strasburgo con il figlio di pochi mesi, mentre nel 2010 un’altra eurodeputata italiana, Lucia Ronzulli, aveva portato all’assemblea plenaria la figlia di appena 44 giorni, rivendicando maggiori diritti per la conciliazione famiglia-lavoro.

 

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