J. K. Rowling, un compleanno non proprio “magico”

Spegne oggi 55 candeline l'autrice della saga "Harry Potter", mentre ancora infuriano le critiche per alcuni suoi tweet anti-transgender

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J. K. Rowling

Non molti giorni fa è stato l’attore Daniel Radcliffe, interprete del personaggio di Harry Potter, a festeggiare il proprio compleanno. Adesso, invece, è la scrittrice della celebre saga del maghetto più famoso al mondo a spegnere le candeline. La madrina del genere fantasy J. K. Rowling oggi compie 55 anni, ma per lei non sarà sicuramente un compleanno tranquillo a causa della pioggia di critiche che sta affrontando.

J. K. Rowling e la saga “Harry Potter”

J. K. Rowling deve il proprio successo e la propria notorietà ai fortunatissimi romanzi della saga Harry Potter, apprezzati da un pubblico costituito da grandi e bambini. Nonostante ciò che si possa pensare, l’esordiente scrittrice dovette faticare non poco affinché il proprio progetto letterario venisse riconosciuto valido e, quindi, pubblicato. A un tanto largo apprezzamento dei suoi romanzi da parte dei lettori, infatti, non corrispose fin dall’origine un altrettanto gradimento da parte delle case editrici. Il primo romanzo della saga magica firmata Rowling, anche se può apparire incredibile, venne rifiutato da ben dodici editori prima di ricevere la tanto desiderata menzione di pubblicabilità.

Il successo

Nonostante avesse incassato tanti rifiuti, la giovane scrittrice non si diede per vinta e la sua ostinazione fu alla fine ripagata. Riuscì infatti a pubblicare il primo capitolo della saga Harry Potter e la pietra filosofale nel giugno del 1997, grazie alla casa editrice Bloomsburry. Questo fu per la Rowling l’inizio di un successo tanto inaspettato quanto vorticoso. In brevissimo tempo il suo romanzo di esordio venne letto e apprezzato da un pubblico sempre più vasto. Dall’essere una scrittrice sottovalutata, la Rowling divenne l’autrice di un fenomeno letterario di rara risonanza mondiale, tanto da essere tradotta in più di 74 lingue.

A un esordio che riscosse tanto successo seguirono le pubblicazioni altrettanto fortunate degli altri romanzi della saga Harry Potter. Nel 1998 uscì il secondo romanzo, La camera dei segreti, seguito l’anno successivo da Il prigioniero di Azkaban. Il quarto capitolo della saga, Il calice di fuoco, apparì nel 2000, mentre tre anni più tardi venne dato alle stampe L’Ordine della Fenice. Nel 2005 fu la volta del sesto romanzo, Il principe mezzosangue, seguito nel 2007 dal settimo e ultimo capitolo della saga, I Doni della Morte.

Libro dopo libro, la Rowling seppe consolidare la propria fama di scrittrice affermata, fidelizzando chi la leggeva fin dal suo esordio e attirando a sé sempre nuovi lettori. Un tale successo su carta venne affiancato anche dalla trasposizione cinematografica della avventure del maghetto narrate dall’autrice. I film infatti, oltre che per la trama avvincente da cui traggono ispirazione e per i ricchi effetti speciali che danno corpo alle scene magiche, si distinguono per la grande professionalità dei pur giovanissimi attori. Tra questi, oltre a Daniel Radcliffe nel panni del protagonista eponimo della saga, spiccano come co-protagonisti Emma Watson nei panni di Hermione Granger e Rupert Grint quale Ron Weasley.

Il disincanto

La Rowling è riuscita a stregare con la propria penna milioni di lettori che hanno subito l’incantesimo delle sue narrazioni sempre avvincenti e brillantemente creative. Dal mese di giugno, però, la magia con cui la scrittrice sembrava aver irretito il seguito dei propri fan sembra essersi dissolta e il reame si sta rivoltando contro la propria regina. Sono stati infatti alcuni tweet della Rowling che suggeriscono idee e sentimenti transfobici ad aver suscitato violente polemiche, così da minare la stima che l’opinione pubblica aveva della scrittrice.

Ad aver acceso il dibattito sui social, da cui si è propagata repentinamente un’infuocata raffica di botta e risposta, è stata una replica che la Rowling ha dato a un articolo online pubblicato su Devex. In esso, nello specifico, si esortava semplicemente a “creare un mondo post-COVID-19 più equo per le persone che hanno le mestruazioni”.

Dimostrando però di non gradire la perifrasi “persone che hanno le mestruazioni“, espressione scelta per rispettare il concetto di fluidità di genere, il tweet di risposta della scrittrice non ha tardato ad arrivare. “Sono sicura che c’era una parola per quelle persone. Qualcuno mi aiuti” è stata la pungente e unanimemente criticata risposta della Rowling, che ormai riscuote tanto consenso quanto la strega cattiva delle fiabe.

J. K. Rowling

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