La ricostruzione in seguito all’autopsia non coincide con quanto dichiarato dal tabaccaio di Ivrea

Secondo quanto emerso dall’autopsia, eseguita questa mattina a Strambino dal medico legale Roberto Testi, il ladro ucciso a Pavone Canavese (Ivrea) è stato colpito da un proiettile sparato dall’alto e alle sue spalle.

Questa ricostruzione non coincide con quanto dichiarato dal tabaccaio, Franco Iachi Bonvin, che ha sparato il colpo. Bonvin aveva dichiarato, infatti, di aver sparato al ventiquattrenne una volta sceso in cortile e in seguito ad una colluttazione con il ladro.

Presumibilmente, dunque, il commerciante avrebbe sparato il colpo dal balcone, e non in cortile, colpendo il ladro mentre si trovava già in prossimità del marciapiede.

L’ipotesi è ancora al vaglio degli investigatori, che devono confermarla in via definitiva.

Il colpo mortale

Secondo i primi riscontri ad aver colpito il ragazzo moldavo sarebbe stato un solo colpo al cuore. Il foro che ha nel petto sarebbe, tuttavia, un foro di uscita. Se così fosse questo confermerebbe l’ipotesi che il ladro sia stato colpito alle spalle, mentre era già in fuga.

Il proiettile ha raggiunto la parte destra del cuore, un punto che avrebbe consentito al ventiquattrenne di compiere qualche passo prima di morire. Questo spiegherebbe perché il corpo si trovava a pochi passi dalla tabaccheria.

Gli altri proiettili

Nella pistola del commerciante, una Revolver 357, erano presenti sette bossoli, ma dei proiettili per ora non si è trovata traccia.

“Dobbiamo ancora confrontare l’esito dell’autopsia con la perizia balistica. E, soprattutto, dobbiamo trovare ancora i proiettili”, dichiara il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando.

La reazione della Lega

In seguito alla vicenda il senatore della Lega Cesare Pianasso, a nome dei militanti del partito, aveva dichiarato: ” La vera vittima di questo episodio è il tabaccaio: a lui va tutta la nostra solidarietà. Sono convinto che lui stesso stia vivendo ore di grande sofferenza per la tragedia che lo ha visto coinvolto. Se il moldavo fosse rimasto a casa sua, a quest’ora sarebbe ancora vivo”.

“Il “mestiere” del ladro o del rapinatore comporta dei rischi ed è assolutamente giusto tutelare chi si difende. Ci auguriamo che l’episodio di Pavone possa rientrare nei termini previsti dalla nuova legge sulla legittima difesa e che il fascicolo aperto dalla Procura si chiuda senza conseguenze per il negoziante”.

Il leader della Lega Matteo Salvini aveva espresso “totale solidarietà” nei confronti del tabaccaio.

Ora il tabaccaio è indagato per eccesso colposo di legittima difesa. Se i risultati dell’autopsia fossero confermati le cose potrebbero non mettersi bene per il commerciante. Nei prossimi giorni il procuratore di Ivrea interrogherà nuovamente il tabaccaio.

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