Ius soli Letta: “Accogliere chi viene da fuori” (Video)

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Lo ius soli sarà per Enrico Letta un tema centrale da Segretario del Pd. Perché se i dem non avrebbero bisogno di un nuovo leader, ha spiegato lui stesso alla platea, di certo è giunto il momento di recuperare i valori che hanno informato la sinistra italiana. L’anima, l’ha definita Letta. Ma lontano dalla “dialettica da Assemblea”, il programma del democratico ha provocato reazioni contrastanti da parte degli esponenti delle altre forze partitiche. Oltre a mettere in difficoltà l’esecutivo Draghi. Tanto che già si preannuncia una stagione calda per la politica nel nostro Paese. Che quella del Segretario sia stata solo una provocazione? O c’è dell’altro?

Cosa pensa Letta dello ius soli?

Nel suo discorso all’Assemblea nazionale Pd Enrico Letta ha sciorinato i temi ai quali sarà orientata la sua direzione, tra cui lo ius soli. Alla platea di dem Letta ha dichiarato: “Non vi serve un nuovo segretario, l’ennesimo. Vi serve un nuovo Pd“. Sulla scorta delle recenti dichiarazioni di Romano Prodi, dal palco del Nazareno l’allora candidato democratico aveva espresso preoccupazione per la deriva della sinistra italiana. Pertanto, aveva ribadito la necessità che il Pd si riappropriasse dei valori che gli erano propri un tempo. Della propria anima, come ha detto Enrico Letta. Donne, lavoro, giovani, Europa. E migranti. Sì, perché per il neoeletto Segretario del Partito Democratico una delle priorità sarà proprio rivedere la legge sulla cittadinanza. E introdurre una “norma di civiltà”. A tal proposito, Letta ha spiegato: “Io sarei molto felice se il governo di Mario Draghi fosse quello in cui dar vita alla normativa dello ius soli“.

La dichiarazione

Secondo Letta, ora l’obiettivo sarà ricreare una nuova forza che possa essere protagonista della scena politica europea. Lo conferma l’hashtag IocisonoPd, il motto scelto dall’ottavo Segretario per la sua direzione. Nel suo intervento dal Nazareno Letta ha riferito: “Rispetto al 2015 ho trovato un Pd più piccolo, sconfitto e molto diviso, in cui anche i rapporti personali sono in difficoltà“. Ma anche “Un partito che ha subito delle scissioni, da una parte Bersani, dall’altra Renzi e anche Calenda“. Per questo, ha promesso il Segretario, “Lavorerò a un partito accogliente e attrattivo. Parlerò con tutti. Cercherò di costruire una coalizione a partire dalle prossime settimane perché Draghi dura il tempo della fine legislatura e poi si andrà al voto“. Infine, ha ammesso: “Io ho avuto l’impressione che si pensi che queste lezioni saranno perse: io sono convinto le possiamo vincere“.


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La ricetta di Enrico Letta

Secondo il nuovo Segretario dem, dunque, ci sarà bisogno di “Un partito che abbia le porte aperte“. Anche per i migranti. Per Letta, la sfida sarà creare “Una società che noi dobbiamo rendere inclusiva, in grado di attrarre e accogliere chi viene da fuori“. “Io penso che sarebbe una cosa molto importante se questo tempo del governo Draghi, ‘il governo di tutti insieme’, il governo quindi in cui si faranno meno polemiche fosse il periodo in cui finalmente nascesse la normativa di civiltà nel nostro paese sullo ius soli che io voglio rilanciare e riproporre“. Che sia altro modo per allargare la base elettorale e intercettare consensi, dopo che il Segretario ha dichiarato di voler estendere il voto ai sedicenni?

Cos’è lo ius soli che invoca Letta?

In diritto lo ius soli, letteralmente “diritto del suolo”, è un modo di acquisto della cittadinanza come conseguenza diretta del fatto di essere nati in un determinato territorio. Indipendentemente dalla nazionalità dei genitori. Pertanto, questa modalità di acquisto si contrappone allo ius sanguinis, o “diritto di sangue”, tramite il quale il figlio acquisisce la cittadinanza de genitore. Indipendentemente dal luogo di nascita. Lo ius soli è proprio della maggior parte degli Stati del Continente americano che lo applicano in modo automatico e senza condizioni. Come Usa, Canada e America latina. Ma anche Regno Unito e alcuni paesi europei. Tra cui Francia, Germania e Irlanda, che concedono lo ius soli a determinate condizioni. E in Italia?


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Ius soli in Italia

Nel nostro Paese lo ius soli viene riconosciuto in circostanze eccezionali, specialmente per evitare situazioni di apolidia. Infatti si tratta di una norma residuale che si applica nei casi di nascita sul territorio italiano da genitori ignoti; di nascita sul territorio italiano da genitori apolidi. Oppure ancora di nascita sul territorio italiano da genitori stranieri impossibilitati a trasmettere la propria cittadinanza secondo la legge dello stato di provenienza. Mentre una sua applicazione particolare avviene ai sensi dell’articolo 4 comma 2 della legge 5 febbraio 1992, n. 91. In tal caso, detta modalità di acquisizione si riconosce allo straniero nato in Italia che vi abbia risieduto legalmente e senza interruzioni fino alla maggiore età. L’interessato potrà fare richiesta entro un anno dal raggiungimento dei diciotto anni. Scaduto tale termine perderà il beneficio. Dunque, a questi soggetti l’ordinamento non richiede particolari requisiti. Ad esempio reddito sufficiente, incensuratezza o per merito.

E lo ius culturae?

Lo ius culturae, il diritto basato sulla cultura, sull’istruzione, integra il principio secondo cui gli stranieri minori possano acquisire la cittadinanza dello Stato in cui sono nati e ancora vivono a condizione che ne abbiano frequentato le scuole o comunque compiuto abbiano concluso “un ciclo scolastico”. Compresi percorsi formativi della durata di un certo numero di anni. In Italia, i minori stranieri nati sul territorio nazionali o che vi sono arrivati entro il dodicesimo anno di età possono richiedere la cittadinanza dimostrando di aver frequentato con regolarità un percorso formativo, almeno per cinque anni. In tal caso, può trattarsi di uno o più cicli scolastici oppure di corsi di istruzione professionale, triennali o quadriennali, che attribuiscano una qualifica.

Ius soli Letta: sogno o realtà?

Comunque sia, lo ius soli non passerà. Almeno, non sembra che ci sia una volontà politica in tal senso. Al contrario, le principali forze partitiche si sono mostrate concordi nel ritenere che il diritto di cittadinanza sulla base del luogo di nascita non sarà una priorità dell’esecutivo Draghi. Quindi che quella di Letta sia stata solamente una provocazione? Un modo come un altro per agitare le acque? Che fosse voluto o meno, la dichiarazione ha avuto un esito esplosivo. Specialmente nella maggioranza che si è spaccata tra chi ha colto con favore la proposta e chi invece ha posto un secco “altolà”. La prima corrente ha riguardato non solo i pentastellati ma anche Liberi uguali. Invece gelo da Lega e Forza Italia. Nonostante l’ottavo Segretario del Pd abbia assicurato di aver “parlato ai suoi” senza alcuna malizia nei confronti del governo di Mario Draghi, che anzi dice di stimare.

La replica di Salvini

Ma il maggior oppositore del discorso di Enrico Letta è stato proprio il leader della Lega, Matteo Salvini. Il capo del Carroccio ha dichiarato: “Letta e il PD vogliono rilanciare lo Ius Soli, la cittadinanza facile per gli immigrati? Se il nuovo segretario torna da Parigi e parte così, parte male“. Infine ha aggiunto: “Risolviamo i mille problemi che hanno gli italiani e gli stranieri regolari in questo momento, non perdiamo tempo in cavolate”. Opinione condivisa dal capogruppo di Forza Italia alla Camera, Roberto Occhiuto. Dopo le congratulazioni di rito, il deputato ha dichiarato: “Chiariamo subito un aspetto. In un periodo drammatico come quello che stiamo vivendo, con una crisi sanitaria ed economica senza precedenti, lo ius soli sarà l’ultima delle priorità, per il governo, per gli italiani, per il Paese“. “Sul resto ci sarà come sempre un civile e sano confronto politico“, ha concluso Occhiuto.


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