Ius Soli- Anche Renzo Piano sciopera per il SI.

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Continua la battaglia mediatica e non sullo Ius Soli. E così, anche il famoso architetto e senatore a vita Renzo Piano si unisce alla causa aderendo allo sciopero della fame.Insieme a Renzo Piano tanti altri del mondo della politica di sinistra, ad esempio, Cecile Kyenge, Rosy Bondi, il ministro Graziano Delrio e la presidente Laura Boldrini.

Invero, non è un reale sciopero della fame, dal momento che tutti si “limiteranno” a saltare un pasto a settimana. Quindi si potrebbe parlare più propriamente di dieta che di sciopero della fame.

L’Italia è definito come il Paese dove si amano i bambini, il Paese dove i bambini incarnano l’allegria e la spensieratezza, così dolci e innocenti che vengono accolti e festeggiati. Italiani = cocchi di mamma, tant’è che viene naturale coccolarli e li proteggerli, anzi forse vivere per amore dei bambini è la grande virtù che distingue quest’Italia tra i tanti difetti per cui viene sempre nominata. Un bambino è un miracolo, un fiore che sboccia e che va coltivato giorno per giorno.

Il senatore Piano ci spera che i senatori, i colleghi, non mandino all’aria questa occasione di civiltà e troveranno il modo di approvare questa legge, per quanto imperfetta essa sia. Ricordando che lo ius soli  prevede che chi nasce nel territorio di un certo stato ottenga automaticamente la cittadinanza, Piano ha invitato tutti, la destra, la sinistra a riflettere e a discuterne adddirittura la sera, a casa, con i figli e con i nipoti.” Vorrei che i miei colleghi andassero ad osservarli nelle nostre scuole come ho fatto io. E mi rivolgo anche alle mogli dei miei colleghi, mamme italiane che, quando vogliono, sanno come convincerli: riescono persino a “ingravidare” i loro mariti”- ha detto Piano nell’intervista alla Repubblica. Confrontarsi coi piccoli, coi giovani, basterà per capire che sarebbe un delitto contro di loro, contro i loro compagni di scuola, contro i loro simili e contro la tanto sbandierata italianità, privare fanciulli come loro di un diritto così grande. Non è forse così facendo, negando, che si tradisce lo spirito di italianità e di accoglienza???

Guardandosi un pò intorno,nelle scuole, ai giardinetti, sono migliaia i piccoli italiani non italiani, frequentano le classi e studiano la Costituzione, una costituzione che oggi giorno li rinnega, parlano la lingua italiana eppure sono definiti estranei, pensano e giocano all’italiana ma non hanno il diritto di dire “sono italiano”. Tutto ciò, agli occhi del Senatore, non ha nulla a che vedere con l’immigrazione, con la sicurezza, con l’orientamento politico, con la corsa inarrestabile dell’umanità dai paesi dell’infelicità a quelli dell’abbondanza, nè riguarda la criminalità o gli abusi. Cosa sono queste cose, paragonate alla dolcezza di quei bimbi?!?

La Boschi sostiene che “in Parlamento non ci sono i numeri”, Alfano ha dichiarato che “la legge è giusta ma il momento è sbagliato “, e che dunque si rischia la crisi di governo, i grillini si astengono… Ma Piano non ci sta. Si dice uno a cui piace tastare con mani le cose che si propongono e verificano oggi nella società, all’età di 80 anni, non rappresenta il popolo, e non vuole certo proporre accordi di scuola e mediazioni nella dottrina tra forze politiche. Sa che la legge proposta è imperfetta, ma almeno è un inizio, getta le basi per un progresso sociale, e caccia via la paura dell’ignoto.

Sicuramente  fa paura tutto questo discutere di sangue e di terra, ma ora va affrontato un discorso che apre una strada diversa . Qui  si parla di bimbi e di ragazzi, di civiltà dei diritti, di una legge che non prevede che si diventi italiani, qualunque sia la nazionalità dei genitori, per il solo fatto di nascere in territorio italiano. I bambini sono il futuro di quel mondo che domani noi non conosceremo, ma che speriamo di aver saputo migliorare. Ecco, accantoniamo per un pò la politica, la casta, il sistema, parliamo piuttosto di libertà e di coscienza.

Queste le parole dell’architetto Piano ai microfoni della Repubblica. In nome dello ius soli, si è accodato anche lui a seguire una tendenza di ribellione, definendo il no crudele. Tuttavia la maggioranza degli italiani è contraria a regalare la cittadinanza ai figli degli immigrati, nulla contro i bambini, semplicemente no al farli diventare ITALIANI.

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