Italo Calvino muore nel 1985

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Il 19 settembre 1985 muore a Siena Italo Calvino, scrittore italiano che ha segnato la letteratura per talune sue opere famose.

La vita di Italo Calvino

Nato a Cuba nel 1923, conserverà ben pochi ricordi di questa infanzia fuori dall’Italia, in quanto la famiglia deciderà di partire nel 1925.

Il rapporto con la Liguria è forte, soprattutto per il periodo trascorso a Sanremo, città natale del padre. Sono anni in cui la Riviera ligure di Ponente ospita ricche famiglie straniere, specie inglesi e russe, segnando anche lo stile snob della società dell’epoca.

La famiglia Calvino, al contrario, era formata da pensatori, scienziati, persone che vivevano con fastidio la mondanità. Provenendo da un ambiente agnostico, il giovane Calvino viene esonerato dallo studio della religione al liceo.


Questa scelta lo porterà, comunque, a maturare una certa tolleranza nei confronti del prossimo, rispettandone le idee, anche e soprattutto quando diverse.

Durante gli studi universitari alla facoltà di Agraria di Torino scopre in realtà la sua passione per la scrittura, la poesia e il teatro. Così, quando nell’estate del 1941 scrive alcune recensioni di opere teatrali, “Il Giornale di Genova” gliene pubblica due.

L’attività letteraria

Nel secondo dopoguerra Italo Calvino comincia a frequentare Cesare Pavese e Elio Vittorini. Da questo momento inizia a scrivere i suoi racconti, dapprima sulle riviste, pubblicando “Marcovaldo” e “La formica argentina“.

Nel 1950, quando muore suicida il suo amico Cesare Pavese, Calvino ne resta sconvolto.

Così, di getto scrive “Il visconte dimezzato” e “I giovani del Po”. Ma è soprattutto un progetto importante che lo impegnerà nel biennio 1953-54.

Il progetto si chiama “fiabe italiane“, raccolta e rimaneggiamento di antiche fiabe popolari italiane.

Altra iniziativa di successo la realizza con Vittorini: “Il Menabò“.

Incessante nel lavoro, riesce anche contemporaneamente a pubblicare altri racconti, a conferma di un successo che pare non avere fine. Una vita molto impegnata la sua, improntata sulla letteratura come mezzo per spiegare le proprie emozioni, le proprie passioni e le difficoltà della vita.

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