Italiano il primo intervento al mondo con la realtà “aumentata”

Al Policlinico Sant’Orsola di Bologna l’Hi-tech è entrato nelle sale operatorie e il merito è soprattutto italiano: Giovanni Badiali, primo chirurgo al mondo a eseguire un intervento con la realtà aumentata, ha operato col visore brevettato dal team guidato da Vincenzo Ferrari

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Ulteriore traguardo quello raggiunto dalla sanità italiana, che si conferma tra i leader mondiali nella ricerca e nella sperimentazione di nuove soluzioni tecnologiche e innovative.

I progressi in ambito biomedico degli ultimi anni proseguono quella costante indagine di nuovi approcci e soluzioni sempre più precise e meno invasive.

Con il successo dell’operazione maxillo-facciale al Policlinico Universitario Sant’Orsola di Bologna per ripristinare le funzionalità del morso di un paziente, è stato eseguito per la prima volta in Italia e nel mondo il primo intervento con l’utilizzo della realtà aumentata.

Giovanni Badiali, chirurgo e responsabile del progetto presso il Policlinico, dopo il successo dell’operazione ha dichiarato: “Con il visore, prima dell’intervento abbiamo visualizzato nella realtà aumentata l’anatomia di scheletro facciale, mascellari e linee di taglio. Nel passo successivo, durante l’operazione il dispositivo ha consentito di visualizzare una linea tratteggiata in 3D direttamente sull’osso del paziente, mostrando il percorso da seguire con lo strumento chirurgico. Con l’aiuto del visore siamo riusciti ad eseguire il taglio della mascella con la precisione richiesta”.

Studiare il quadro clinico del paziente e guidare con precisione le incisioni del chirurgo: ecco le nuove potenzialità dell’applicare la realtà aumentata alle sale operatorie.

L’operazione che ha reso possibile ripristinare le funzionalità del morso di un paziente, riposizionando mascella e mandibola, è stata condotta col supporto del visore “Vostars” – ossia Video-Optical See-Through Augmented Reality System – sviluppato a seguito di una ricerca durata tre anni da parte di un team europeo coordinato dall’italiano Vincenzo Ferrari, ingegnere biomedico del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa.

Il progetto, che ha visto la partecipazione di quattro diverse Nazioni, grazie alla tecnologia “Vostars” ha consentito per la prima volta al chirurgo di controllare in diretta i parametri vitali del paziente e di realizzare con maggiore precisione le incisioni tramite un visore di realtà aumentata.

Le immagini dal visore “Vostars”

Ferrari, al quotidiano Repubblica, ha spiegato: “Fino a questo momento la realtà aumentata non è stata sfruttata appieno in sala operatoria. I visori attualmente in commercio rendono disponibili direttamente nel campo visivo alcuni contenuti digitali, come per esempio l’immagine tridimensionale dell’organo da operare. Queste immagini virtuali, ottenute dagli scanner radiologici (come tac e risonanza magnetica) vengono di solito visualizzate dal medico prima dell’operazione, per aiutarlo nella preparazione dell’intervento”.

E sottolinea: “Non era mai accaduto fino ad ora, però, che un visore fosse usato per guidare il vero e proprio atto chirurgico, a causa della difficoltà per il nostro occhio nel mettere a fuoco gli oggetti reali e virtuali contemporaneamente”.

Le principali difficoltà consistevano nel presentare immagini sia reali sia virtuali, per i limiti fisici dell’occhio umano a mettere a fuoco elementi da fonti diverse nello stesso momento.

Le principali difficoltà da superare, ha chiarito Ferrari, sono state appunto “la coordinazione occhio-mano e la coerenza tra l’immagine reale e quella virtuale temporalmente, spazialmente ed in termini di messa a fuoco”.
Per ovviare al problema, è stata progettata una particolare cam, installata sul visore che consenta di “far combaciare” perfettamente le immagini reali con quelle elaborate dalla indagini radiologiche del paziente precedentemente acquisite, sovrapponendole e permettendone così una perfetta aderenza.

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