Italiani alla guida: andiamo sempre peggio?

Dopo le restrizioni com'è cambiato il comportamento degli automobilisti

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Tragico incidente automobilistico

Gli italiani alla guida delle automobili non godono certo della migliore reputazione possibile. I guidatori dello Stivale si sono costruiti la fama di conduttori indisciplinati e poco avvezzi alle regole. E c’è chi giura che dopo i mesi di stop forzato, causa lockdown, le cose siano persino peggiorate. Ma è davvero così? Non resta che affidarsi alla scienza, per scoprire la verità. È quello che ha fatto Formulapassion, la quale ha dato un’occhiata ai dati che l’Asaps, l’Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale, ha raccolto dal 2020 ad oggi.

Gli italiani sono peggiorati alla guida dopo il lockdown?

I tre mesi di sosta forzata hanno ridotto al minimo la circolazione delle vetture, e di conseguenza, si sono ridotti gli incidenti. Ma cosa è successo dopo, con le riaperture? I dati non appaiono confortanti. “Tornando a circolare quasi a pieno regime, gli incidenti che riguardano le auto e che coinvolgono anche pedoni, ciclisti, bambini e motociclisti sono aumentati, e le indicazioni non sono incoraggianti“, ha commentato a Formulapassion il presidente di Asaps, Giordano Biserni. “ Secondo noi se ne parla sempre troppo poco, altri argomenti fanno più notizia e magari ci si concentra su temi come il monopattino elettrico, quando i dati più pesanti sono altrove. Resta difficile fare una disamina specifica sui comportamenti, ma alla luce anche dell’aumento degli incidenti del sabato sera, restano presenti le due ‘sbornie’: l’uso del cellulare alla guida, pratica indiscriminata e non ostacolata, e l’abuso di alcolici che purtroppo è sempre latente, di sera e di giorno. Non si deve essere affatto incoraggiati“. Tra le varie sensazioni comuni c’è anche di un aumento dei casi di guida contromano, confermata purtroppo dai dati. Questo genere d’infrazioni può avere conseguenze pericolose. Da diversi anni, Asaps sta spingendo per introdurre una migliore segnaletica in tal senso, con cartelli maggiorati di colore giallo da installare nelle autostrade.

Il ruolo dell’ansia

Ma tornando all’argomento principale, gli studi indicano un altro responsabile di questo aumento di sinistri. Lo illustra Omar Frigerio, istruttore di guida. Egli è specializzato nella amaxofobia, ossia la paura di guidare. Egli è convinto che, oltre al fattore culturale, anche quello emozionale abbia un impatto sui sinistri stradali. “Dobbiamo insegnare ai futuri automobilisti a guidare autonomamente e automaticamente, gestendo così in modo razionale le azioni meccaniche che definiscono la guida“, ha detto Frigerio. “Del resto guidare vuol dire girare un volante e schiacciare il pedale della frizione. Paradossalmente, quando faccio guidare i ciechi dalla nascita ho meno problemi rispetto a chi ha un certo pregiudizio visivo. E inoltre in macchina ci sentiamo protetti, perché è una sorta di luogo privato, ma perdiamo la razionalità. Con il Covid la disattenzione è aumentata perché siamo molto più distratti da quello che è il contorno. Siamo bombardati da mille cose negative. Posso dire personalmente che la cultura è alla base di tutto. In Spagna, ad esempio, se non lasci almeno un metro e mezzo al ciclista in fase di sorpasso non passi; anche qui servirebbe essere più premurosi verso gli altri“. Tra le tecniche di superamento della amaxofobia, Frigerio ne adotta una particolare: bendare i conducenti su una pista appositamente preparata. La tecnica prende il nome GABTherapy: e funziona!


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