Una palestra sul Garda, in provincia di Brescia è stata teatro di abusi consumati ai danni di ragazze tutte minorenni. L’autore degli abomini è Carmelo Cipriano, l’istruttore di karate di 43 anni, sposato e titolare della palestra, frequentato da tutte loro. Con lui altri 3 uomini, tutti partecipanti su invito di Cipriano agli abusi sono finiti sotto indagine, di cui si sta occupando il sostituto procuratore Ambrogio Cassiani. Ma c’è di più: la moglie molto probabilmente lo aveva sempre saputo.

A quanto pare risultano sei le ragazze molestate, a partire dall’anno 2003,e tutte ben manipolate dall’uomo. Gli inquirenti lo hanno definito un maniaco, appare noncurante e asuo agio per le azioni commesse, tant’è che passava di ragazza in ragazza con naturalezza. In alcuni casi si è addirittura presentato a casa, dai genitori (disperati), dicendo di essere innamorato della loro figlia, che avrebbe fatto mari e monti per la ragazza, e soprattutto ha avuto la sfacciataggine di ammettere che le ragazze grandi o le donne non rientravano nei suoi interessi.

Una delle prime allieve abusate, ormai maggiorenne, le sue violenze risalgono al 2008, ha trovato la forza di parlarne e denunciare l’accaduto: dopo aver raccontato tutto al fidanzato, ha riportato per filo e per segno lo stesso racconto anche alla magistratura. La molla che ha fatto scattare il coraggio alla ragazza è stata averlo visto appartarsi con una ragazzina, e ha deciso di sporgere denuncia per evitare che altre giovani subiscano il suo stesso incubo.

La beffa di questa nauseante storia sta nel lavaggio di cervello che l’uomo è stato in grado di fare alle sue vittime, facendole crescere troppo in fretta. Infatti, l’ultima in ordine di tempo, abbordata l’anno scorso quando ancora non aveva compiuto 16 anni, non parla quasi più con sua madre, addirittura si dispera perchè sostiene che le sia stato tolto l’uomo della mia vita, il meglio per lei.

Le bambine, una aveva appena 12 anni, grazie a lui, o forse a causa sua, si sentivano donne. Le incitava a lavorare duramente con gli attrezzi e i pesi, affinchè  puntassero in alto per raggiungere i propri obiettivi, partendo dall’aspetto fisico. Le convinceva che da sole erano già delle grandi, e che bisognava essere, nella vita, assai sfrontate. Insieme a loro c’era lui, sempre al loro fianco così come scriveva sui social. E così le trascinava nell’infermeria, e lì il mondo dei giochi si trasformava in inferno, le tranquillizzava dicendole che quella fosse la cosa più bella al mondo. Avrebbe dovuto tutelarle, le sue allieve, e invece le ha segnate per l’eternità..

Sotto sequestro sono finiti  i suoi pc, tablet e telefonini , in cui c’erano più di 75 mila messaggi. Il gip ha firmato, per Cipriano, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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